NARDO' - Mellone scrive a Governo, Regione, Provincia e Amp e respinge i campanilismi.
No allo scarico a mare, sì alla condivisione del percorso istituzionale e un avvertimento: ci sarà forte contrapposizione se un Commissario verrà ad imporre il progetto di Aqp. Sulla questione della gestione dei reflui degli agglomerati di Nardò e Porto Cesareo, il sindaco Pippi Mellone prende “carta e penna” e scrive al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, al presidente della Regione Michele Emiliano, al presidente della Provincia Antonio Gabellone, al prefetto Claudio Palomba, al presidente del Consorzio Area Marina Protetta di Porto Cesareo, Remi Calasso, e al sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano, spiegando subito di condividere la posizione di Amp quando parla di necessità di abbandonare le posizioni politiche e di fare solo gli interessi del territorio.
“Sono proprio queste motivazioni - spiega il primo cittadino - che ci hanno spinto ad avversare un progetto ormai datato che prevedeva lo scarico, attraverso un'unica condotta sottomarina, dei reflui depurati al minimo degli agglomerati di Nardò e Porto Cesareo, che nel periodo estivo contano centinaia di migliaia di presenze turistiche, nel mare di Torre Inserraglio, area inserita nel Parco Regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano, a ridosso della stessa AMP e del sito SIC mare di Torre Inserraglio. Del resto Nardò non chiede altro che seguire gli intendimenti della Regione Puglia e dello stesso AQP se è vero come è vero che il Presidente Emiliano ha dichiarato che intende modificare il Piano di Tutela delle Acque della Regione Puglia nella direzione di non scaricare più reflui in mare, ma di riutilizzarli completamente per fini irrigui, civili ed industriali”.
Mellone cita sia le parole del vice-presidente di Aqp Lorenzo De Santis sul bisogno di non sprecare una sola goccia d'acqua e di utilizzare le risorse idriche rinvenienti dal trattamento dei reflui, sia la nota del Ministero dell’Ambiente che segnala che la Commissione Europea ha in avanzato stato di elaborazione una linea guida tecnica contenente i criteri per il riutilizzo delle acque reflue depurate. Ricorda poi che, dovendo prevedere uno scarico alternativo nei periodi in cui non ha luogo il riutilizzo a fini irrigui dell'intera portata, è stato chiesto ad Aqp di rivedere il progetto con la realizzazione di un “Buffer ecologico” nei terreni circostanti il depuratore, costituto da bacini di accumulo collegati tra loro, con finalità differenziate, che vanno dall'alimentazione di aree a scopo ricreativo e naturalistico, alla creazione di riserve idriche per uso antincendio (anche in considerazione della vicinanza al Parco di Portoselvaggio), oltre ad un sistema di vasche per il ravvenamento della falda idrica sotterranea.
“Allora - continua - perché non aspettare pochi mesi per redigere, non solo per Nardò, dei buoni progetti che evitino lo scarico a mare? Anche perché la maggior parte dei depuratori della Puglia non avrebbero bisogno di particolari esigenze di adattamento tecnologico. È in questa direzione che Nardò, Porto Cesareo e l'Amp dovrebbero andare, non impelagarsi in dannose guerre di campanile, che alla fine potrebbero portare alla realizzazione di un progetto che non sarebbe la migliore soluzione di tutela e salvaguardia del nostro mare da tutti auspicata, almeno a parole”. E proprio in tema di “solidarietà ambientale” Mellone invita Amp e il Comune di Porto Cesareo a ritirare il ricorso al Tar del Lazio, che ha bloccato l’ampliamento dell’Amp al tratto di mare prospiciente il Parco Naturale di Portoselvaggio - Palude del Capitano. “Un ampliamento - ricorda - che arricchirebbe dal punto di vista ambientale tutto il territorio salentino e tutt'ora non si comprende quali motivi, escludendo ragioni di campanile, possano portare a tali determinazioni”.
Il Sindaco di Nardò lancia, però, un avvertimento finale. “Se qualcuno crede di trascinare il territorio verso il Commissariamento dell'opera solo per attuare il tanto avversato progetto dell'AQP, che prevede lo scarico a mare, magari con qualche piccola modifica e qualche contentino (tipo l'infrastruttura portante della fogna nelle marine), sappia che troverà nell'Amministrazione Comunale di Nardò e nella cittadinanza una forte contrapposizione”.
















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