NARDO' - Apprendiamo dalla viva testimonianza del portavoce del sindaco Mellone, Agostino Indennitate, che sabato pomeriggio (in pieno marasma per il provvedimento cautelare di sospensione dell'attività al centro cottura di Galatone, quello che serve le mense scolastiche di Nardò da parte della Asl) non c'è stata alcuna giunta municipale riunita d'urgenza per affrontare, e magari risolvere, la questione. Eppure pareva un atto doveroso nei confronti delle famiglie di Nardò.
Forse è chiedere troppo che per una vicenda del genere, che riguarda centinaia di famiglie, la giunta lavori di sabato sera ma, proprio sabato, molte mamme - informatesi direttamente presso propri agganci in seno all'Amministrazione - avevano avuto rassicurazioni che l'esecutivo di Mellone stava affrontando l'emergenza o era in procinto di farlo. Del resto lo suggeriva il buonsenso, mica un protocollo o un avvocato.
Si credeva, evidentemente con sincera ingenuità da parte dei cittadini amministrati, in una sorta di "unità di crisi" utile ad affrontare il momento contingente e dare rassicurazioni ai genitori sin dal giorno dopo, domenica.
Invece no, si è dovuto attendere il lunedì (oggi) con tutte le conseguenze che ha comportato, stamattina, la tardiva decisione dell'Amministrazione comunale: nessuno sapeva se i propri figli avrebbero mangiato a scuola, se sarebbe stato necessario il pranzo al sacco, a che ora sarebbero dovuti esser ripresi gli alunni.
Anzi, a quel punto, per l'intera mattinata si è creduto che il servizio mensa si sarebbe svolto regolarmente. Del resto passavano le ore e niente lasciava presagire il contrario.
Tanto è vero che, per dirne una, in via Bellini i bambini erano già seduti a tavola in attesa del pranzo quando le maestre hanno appreso (sì, via Facebook, e non ancora da una comunicazione ufficiale) che il servizio era stato sospeso.
In altri tempi, per una "soluzione" (chiamiamola così) di questo genere sarebbero scese in strada le auto col megafono.
Per completezza d'informazione va detto che nel pomeriggio di sabato, ad incominciare dalle 18 ed a più riprese, si è tentato di ottenere aggiornamenti della situazione tramite l'efficiente e cortese ufficio stampa del Comune.
Ma alle venti e trenta la risposta è stata lapidaria: "non ci sono comunicazioni ufficiali e il Comune non deciderà nulla".
Ma come si è detto già, evidentemente la questione non era talmente importante da rendere necessaria una riunione o anche un veloce briefing di sabato sera. Men che meno di domenica. Figuriamoci.
E siamo arrivati alla "gestione" della vicenda così come avete letto appena sopra.
















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