NARDO' - "Caro direttore, con questa mia faccio le più sincere e sentite condoglianze alla famiglia del mio compagno Ottavio Risi, e in particolare a Francesco".
Ho conosciuto Ottavio nel 1979, quando ancora molto giovane aderì alla Fgci e poi al Pci. Persona coraggiosa, sincero democratico, critico nei confronti dell'apparato burocratico del Pci di allora, e molto osteggiato proprio per il suo carettere schietto e sincero.
Le riunioni, segreterie o direttivi, nella sezione del partito, a Nardò, non potevano finire se Ottavio non lanciava i suoi strali e non diceva la sua, sempre, nei confronti del gruppo dirigente provinciale, sempre rigidamente verticista.
Con grande soddisfazione, per noi giovani alle prime armi, nell'ascoltare un compagno che guardava le cose da un punto di vista diverso e non da apparato, che grazie proprio ad Ottavio si poteva subito capire che il partito, era sì un grande partito, europeo ed occidentale, ma allo steso tempo con tanti deficit di democrazia interna.
Ottavio era la vecchia guardia del Pci, consigliere comunale e dirigente del partito, ma non per questo allineato e coperto.
Racconto solo un episodio, che rappresenta, almeno per me, un esempio di cosa voleva dire essere etichettato nel Pci come controcorrente e forse anche eretico: agli inizi degli anni '90, quando già iniziava a scricchiolare l'apparato interno del vecchio Pci e si sentiva aria di trasformazione in peggio, e di metamorfosi, scrissi una lettera molto critica, caustica e di attacco al gruppo dirigente locale e provinciale.
"La voce di Nardò" mi pubblico per intero l'articolo.
La prima cosa che pensarono i dirigenti, e non so se cambiarono idea negli anni successivi, fu che quella lettera non era stata scritta da me, ma da Ottavio Risi. Incontrai successivamente il compagno e, quando glielo raccontai, non si smettava di ridere.
Il commento di Ottavio fu che, forse, la sezione del Pci di Nardò non aveva mai conosciuto, negli anni, altri critici interni e lui era stato l'unico a manifestare dissenso vero a parte, ovvio, il sottoscritto.
Ciao Compagno Ottavio, riposa in pace, ti saluto Fraternamente come si saluta un compagno comunista vero.
Maurizio Maccagnano
sindacalista dissidente
















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