NARDO' - La nota dell'ex sindaco continua a far discutere tanto, non solo nel recinto del Pd. Pubblichiamo una risposta molto severa da un giovane che ritiene Dell'Anna non in grado di poter garantire o favorire lo svecchiamento della classe politica progressista.
Illustrissimo On. Gregorio Dell’anna,
Dopo un’attenta lettura del suo comunicato diramato su Portadimare.it ho pensato di scriverle, in quanto giovane ed in quanto Cittadino di Nardò.
Ho visto che è ormai totalmente passato al Pd. L’avevo lasciata in “Italia Unica” al fianco di Marcello Risi ( oggi Mdp, ieri PD) nell’ultima campagna elettorale per le amministrative neretine.
Ancora prima la ricordo come Onorevole della Repubblica italiana in quota Forza Italia. Comprendo che l’ex Cavaliere allora “tirava” nel consenso molto più di oggi ma faccio ancora fatica a spiegarmi questa sua “svolta”, progressista.
Ma soprattutto, ci si ricorda di lei come di quel Sindaco che appena ha fiutato la poltrona per La Camera dei Deputati, non si è fatto alcuno scrupolo ad abbandonare la Città nel bel mezzo del suo (primo) mandato in barba ai mirabolanti progetti dai in pasto ai cittadini nell’ennesima campagna elettorale fatta di promesse.
Avevo appena 16 anni e non dimentico di certo che c'è voluto poco per rinunciare ai suoi ambiziosi progetti. Chiaramente per amore si intende.
Ha parlato nel suo articolo di degrado motivazionale del tessuto sociale. Sono d’accordo con lei, basta guardarsi intorno per capire dove occorreva investire per rendere migliore e più accogliente questa città e per evitare che in tanti partissero per non farci ritorno. Qui a Nardò dei milioni di posti di lavoro che il suo ex capo Berlusconi prometteva non vi è traccia, Vi è traccia invece di una politica la sua e quella del governo che lei sosteneva che ha smantellato la scuola pubblica e reso l’università il parcheggio senza uscita di una generazione spremuta e tenuta a essiccare al sole come fichi. Il capolavoro politico si è poi palesato quando senza remore le hanno scippato anche quel poco che c’era . L’ospedale di Nardò le dice niente? Vi è traccia indelebile dello spietato atteggiamento avuto con la piccola e media impresa. Eravate dalla parte degli imprenditori eppure li avete vampirizzati, prosciugati indotti a cessare le attività. Il frutto amaro dei crediti che lo stato saldava con tempi biblici. Perchè le ricordo questo? Perchè il quel governo c’era lei.
Non Le nascondo che mi ha lasciato perplesso saperLa oggi “compagno” di quelli che dai palchi di tutta italia chiamavate Comunisti e male dell’Italia. Ma soprattutto da attento osservatore della politica mi chiedo e le chiedo: davvero lei è nelle condizioni di farsi saggio del partito democratico lanciando anatemi e chiedendo di lasciare spazio ai giovani? Come è avvenuta questa sua conversione ai valori progressisti (o almeno cosi’ dovrebbe essere) che vorrebbe rappresentare il partito democratico?
In questo assurdo mercato, che è diventata la politica locale, mi auguro non sia lei l’acquisto di punta del locale PD dopo la smobilitazione post amministrative.
Nel suo scritto ei ha voluto lanciare nel dibattito sul congresso del partito democratico, un invito, che condivido, di lasciar SPAZIO AI GIOVANI.
Ma è sicuro che la sua figura sia quella più adatta per sostenere, promuovere e formare la futura classe dirigente del PD?
La prego, Onorevole, guardando al passato, si faccia un esame di coscienza e si chieda cosa ha fatto e che esempio è stato per quelli che erano giovani mentre lei ricopriva ruoli istituzionali importanti. Questo suo ritorno alla ribalta getta le ombre di un pessimo passato su qualsiasi speranza di un migliore futuro.
Giordano Greco
Cittadino di Nardò
















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