NARDO' - Oggi è un giorno importante per chi è attento alle tradizioni ed alla Fede. Con il Mercoledì delle Ceneri, infatti, inizia la Quaresima, il complesso cammino di penitenza che ogni fedele intraprende per essere assolto dai propri peccati, e che si conclude la mattina del Giovedì Santo. Le feste e i bagordi, insomma, finiscono proprio col Martedì grasso. A Nardò, invece, abbiamo scoperto, grazie all'assessore Ettore Tollemeto, che si può festeggiare il carnevale quando piace all'Amministrazione comunale.
Sì, si può festeggiare quando pare a lui. Sabato prossimo, ad esempio, in piena quaresima. Così, perché tanto una data vale l'altra, senza nessun riguardo o rispetto per le sensibilità altrui.
Sarebbe bello, per una volta, vedere che cosa ne pensano anche i custodi delle tradizioni della fede, alcuni dei sacerdoti che potrebbero fare uno sforzo e "andare oltre" la cieca militanza. Ma non ci speriamo.
Basta fare le cose senza senso, dunque, per celebrare l'Anno II della Rivoluzione, così come è stato definito questo disgraziato periodo storico dal portavoce del sindaco Mellone?
Non solo: la giustificazione posticcia di Tollemeto è che Nardò deve rispettare, anzi "non sovrapporsi" al carnevale di Galatone che, per altro, è stato festeggiato lunedì scorso. Allora - se questo è il ragionamento - l'anno prossimo spostiamo il festeggiamenti dell'ultimo dell'anno al tre di gennaio, per non "sovrapporci" ai botti degli altri.
Apriamo l'uovo il giorno della befana.
O il Ferragosto: facciamolo il due di novembre, così destagionalizziamo.
Anzi il quattro, visto che questa è l'Amministrazione che s'è dimenticata di festeggiare l'unità nazionale.
No, così perderemmo definitivamente quel poco senso che ci è rimasto, quelle poche tracce della tradizione che ci fanno da guida e percorso.
Non divaghiamo più. A margine va detto che appare penoso, per la orgogliosa città di Nardò, andare a rimorchio ora di Porto Cesareo, per la questione dei reflui nel nostro mare, ora di Galatone, sia pur per una modesta sfilata carnascialesca.
A rimorchio, questa città, non c'è mai andata nei secoli passati.
Figuriamoci se i neritini, a causa della superficialità e approssimazione di una minoranza, ora hanno voglia di tornare ad essere "chill co' 'a fune".
















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