NARDO' - Un incidente paradossale nel suo svolgersi con un cinquantenne cade dalla sua moto di grossa cilindrata e rimane con la gamba incastrata sotto il mezzo.
Ciò succede nello spartitraffico che divide via XXV luglio dal piazzale dell'ospedale e, com'è normale, i primi soccorritori chiedono una barella per aiutare l'uomo. Ma dal “gigante” mezzo deserto non si sposta nessuno: le “procedure” non consentono più che un medico, un infermiere o chi per loro possa uscire dal pronto soccorso ed intervenire ma bisogna attendere che giunga sul posto l'ambulanza del 118 da Copertino, Galatina, Gallipoli o dovunque si trovi. E così è avvenuto molti minuti dopo.
Accade tutto intorno alle 14: per cause in via di accertamento e che verranno evidenziate dopo la testimonianza del centauro, un distinto motociclista cade rovinosamente nei pressi dello spartitraffico che indirizza le vetture verso Galatone o verso via Kennedy. Al di là dell'aiuola, praticamente a cinque metri, c'è il piazzale del San Giuseppe Sambiasi. L'uomo è cosciente ma ha problemi ad una gamba, fortemente contusa o addirittura fratturata, non presenta particolari problemi. Si lamenta di quella condizione, però, e a vedere l'ospedale lì a due passi chiede giustamente soccorso. Fa, per altro, un caldo tremendo e l'orario non permette l'arrivo celere di qualche forza di polizia.
Così sono alcuni cittadini che si danno da fare: un vigilante della Fidelpol, già che ha l'autorevolezza della divisa, devia il traffico per evitare ulteriori sinistri. Anche i piantoni dell'ospedale danno una mano ma limitatamente al controllo del traffico: la risposta è stata raggelante per quanto riguarda i soccorsi perché le procedure non consentono che nessuno esca a prestare soccorso ma bisogna attendere l'ambulanza del 118 che in effetti è arrivata dopo oltre mezz'ora per accudire il ferito e, magari, portarlo fino al pronto soccorso. Cioè venti metri più in là.
















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