NARDO' - Oggi Fluxus cooperativa propone una passeggiata guidata nel borgo marino di Santa Maria al Bagno. Filo conduttore è ancora una volta la villa. L’iniziativa, infatti, rientra nel Festival Déco, la rassegna che, giunta alla 15^ edizione, consente ogni anno a centinaia di visitatori di apprezzare luoghi unici e spesso non fruibili perché privati.
Luogo di ritrovo, alle ore 18, la Torre del Fiume, nota come “Oasi Quattro colonne” per via del suo aspetto: dell’originario fortino, edificato nel periodo aragonese ed eretto a difesa della vicina sorgente, svettano oggi solo i quattro angoli.
In posizione privilegiata, Santa Maria al Bagno gode di un clima mite e soleggiato tutto l’anno. Le sue acque benefiche erano ben note anche ai romani che avevano eletto il piccolo villaggio di pescatori, a quel tempo Portus Nauna, a stazione termale. Sul finire dell’ Ottocento, in piena belle epoque, anche il paesaggio di Santa Maria si arricchisce di splendide costruzioni in stile eclettico così come avvenne per le contrade circostanti: dalle Cenate a Mondonuovo e fino ai margini del Parco di Portoselvaggio.
Il clima favorevole, il mare cristallino e, ancora più, la presenza di una moltitudine di ville e palazzi accessibili e più facili da requisire perché utilizzati solo come residenze estive, sul finire della Seconda Guerra Mondiale, indussero le forze Alleate e la comunità ebraica ad organizzare in Santa Maria al Bagno un campo di accoglienza utile a restituire una nuova vita a migliaia di ebrei superstiti della Shoah. Fu così che, da meta per le vacanze di pochi eletti, la piccola frazione e le località limitrofe ospitarono il D. P. Camp n. 34, divenendo il “borgo della rinascita”.
La passeggiata include la visita del Museo della Memoria e dell’Accoglienza che, dal 2009, anno di istituzione, custodisce i tre grandi murales dipinti dall’ebreo rumeno Zvi Miller durante la sua permanenza nel Campo.
I murales rappresentano l’unica testimonianza grafica in Europa dell’Aliyah Bet, ossia del viaggio che, all’ indomani della guerra, condusse gli ebrei nella Terra Promessa. Il Museo ospita anche una raccolta documentaria curata dall’ APME, immagini e oggetti che raccontano la vita nel campo, le attività, le storie di amicizia e d’amore nate tra gli abitanti e gli "stranieri". Una storia emozionante e di grande valore e attualità a distanza di oltre 70 anni.
Al termine del tour, poco prima del tramonto, sul terrazzo panoramico del Museo, un fresco aperitivo con i vini della Cantina Sociale di Nardò e la musica klezmer e gipsy jazz di Diego Orlandi al violino e Maria Cincotta alla chitarra. Informazioni e prenotazioni per la passeggiata guidata al n. 3804739285.
















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