NARDO' - E' una lettura molto istruttiva ed interessante. Scrive, non solo agli amministratori locali ma anche ai proprietari di immobili ed infrastrutture, il presidente provinciale dell'Ordine degli ingegneri, il neritino Raffaele Dell'Anna.
LETTERA APERTA AGLI AMMINISTRATORI LOCALI E AI PROPRIETARI DI IMMOBILI E INFRASTRUTTURE SULLA SICUREZZA DELLE INFRASTRUTTURE ESISTENTI
Il tema della sicurezza del costruito, in particolare per le opere d’arte delle infrastrutture, riportato in primo piano dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, può essere affrontato solo partendo da una diagnostica attenta, mirata, e da conseguenti verifiche, anche analitiche, eseguite nel rispetto delle norme e delle conoscenze tecnico-scientifiche.

L’ansia, mostrata da alcune strutture periferiche del Ministero o da Enti locali, nel richiedere di ricevere in poco tempo informazioni sullo stato delle infrastrutture presenti nei territori di loro competenza conferma, insieme alla disarmante dimostrazione di non possedere dati conoscitivi adeguati sulla funzione che le infrastrutture svolgono e, soprattutto, sulla sicurezza degli utenti, la tendenza a preoccuparsi della prevenzione solo nell’immediatezza di tragedie, finendo purtroppo per non ottenere i risultati necessari, ma anzi aumentando la sensazione di approssimazione e quindi di sfiducia nell’attività delle istituzioni.
Basterebbe rispettare le regole che le stesse istituzioni si sono date. Per esempio, l’Ordinanza nr. 3274/2003 della Protezione Civile prevedeva che i proprietari di immobili e infrastrutture avrebbero dovuto procedere alla verifica di vulnerabilità sismica entro cinque anni dalla stessa ordinanza (scadenza 2008!). Leggi, ordinanze, norme tecniche che disciplinano la materia e prevedono i controlli ce ne sono; è necessario avere solo la capacità di applicarle.
Non servono provvedimenti urgenti e non organici, serve un piano di conoscenza sul territorio, redatto da tecnici esperti e competenti nelle varie discipline coinvolte, con protocolli specifici in funzione delle tipologie, dei materiali, delle prestazioni.
Servono responsabilità ed azioni tecniche adeguate, e sarebbe sbagliato scambiare per emergenza quello che, al contrario, dovrebbe essere un impegno costante di ogni amministrazione centrale e periferica: conoscere, censire, mantenere, prevenire, stabilire criteri e priorità, ottimizzare le tipologie di intervento, acquisendo dati e informazioni omogenei utilizzabili a livello nazionale.
Stiamo assistendo, in molti casi, alla derubrica, di fatto, a veloce e formale azione di controllo visivo di quello che, invece, dovrebbe essere un vero e proprio progetto di conoscenza (è stata pensata invece come tale la Giornata sulla Prevenzione Sismica voluta da ingegneri e architetti e in programma nelle piazze di tutto il Paese il prossimo 30 settembre). Inoltre, viene invocata la gratuità della prestazione professionale, come se si dovesse mettere in campo la solidarietà e la volontarietà tipica dei momenti di emergenza e non la pianificazione di atti tecnici complessi.
Attività professionali a così alto tasso di specializzazione e complessità non possono essere svolte in tempi non consoni né possono essere richieste in modo gratuito, richiedendosi ai professionisti impegno, competenza, e soprattutto responsabilità, peraltro a rischio di non copertura, nel caso di prestazioni gratuite, dall’assicurazione prevista per legge. Si tratta, poi, di attività che necessitano di indagini preliminari con una precisa programmazione e congrue disponibilità finanziarie.
Ci chiediamo, quindi, quale cultura della prevenzione e della manutenzione potrà mai crescere, in questo Paese, partendo da iniziative non ben ponderate come quelle avviate.
In questa ottica, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Lecce propone la sua collaborazione a tutte le iniziative atte a sostenere e tutelare tecnici professionisti e, quindi, gli interessi e la sicurezza dei cittadini, in linea con le direttive del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, al fine di porre in campo tutto quanto occorra per affermare una struttura pubblica che gestisca un Protocollo di valutazione e classificazione delle infrastrutture, determinandone le modalità dei controlli e degli interventi, in maniera indicizzata, trasparente e condivisa su piattaforma nazionale.
Siamo certi che le amministrazioni locali, i proprietari di immobili e infrastrutture, nonché gli amministratori dei condomini, sapranno ben interpretare il senso della presente e coglieranno l’offerta di collaborazione dell’Ordine degli Ingegneri di Lecce, la quale tende a mettere al riparo gli stessi da comportamenti errati e fuorvianti, e al contempo siano il motore di un nuovo e giusto modo di garantire la sicurezza dei cittadini con la verifica ed i conseguenti interventi sul costruito.
Ing. Raffaele Dell’Anna
Presidente Ordine degli Ingegneri della Provincia di Lecce
















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