Oggi pubblichiamo un nuovo bando molto interessante perché mette a disposizione 4miliardi di euro per far tornare in Italia (e nello specifico, nelle università e nei centri di ricerca applicata del Sud) i ricercatori che erano migrati all’estero (o al Nord). Un’iniziativa volta a inceppare il meccanismo per cui i ricercatori italiani restano sempre meno in Italia e soprattutto, dopo la laurea, non si fermano nelle regioni meridionali. I vincitori delle scorse edizioni di questo bando hanno storie belle ed esemplari. Molti di loro ora lavorano in Puglia.
Nuovo bando per attrarre giovani ricercatori stranieri o italiani nei centri di ricerca e nelle università meridionali.
A diposizione 4 MLN di euro. Scade il 28 novembre
Roma, 18 settembre – Vincenzo Giambra, 38 anni, studiava le cellule maligne della leucemia all’Università di Vancuver, in Canada, e cercava da tempo un modo per avvicinarsi a casa senza rinunciare al suo lavoro. Ora guida un gruppo di ricerca nel centro di medicina rigenerativa Casa Sollievo della Sofferenza, a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, da dove continua la sua lotta contro questa malattia. Georgios Alexandrakis, quarantenne ricercatore greco è giunto all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Napoli per proseguire il suo lavoro sulle vulnerabilità costiere delle isole minori del Mar Tirreno, utile soprattutto per proteggere quei luoghi. Clara Piccirillo, 47 anni, ha riportato provette e microscopio da Porto, in Portogallo, al CNR di Lecce, dove cerca di produrre protesi ossee in sughero, un materiale biocompatibile, sostenibile e facilmente reperibile in quella zona. Dopo anni di ricerca a Plymouth, in Inghilterra, Valentina Lauria, 37 enne siciliana, è tornata “al suo mare” per sperimentare un modello sostenibile di pesca nell’area di Mazzara del Vallo, coinvolgendo università e pescatori locali. Anche Nunzio Iraci, 37 anni e fino a ieri impegnato al dipartimento di neuroscienze dell’Università di Cambridge, è rientrato in Sicilia con il suo progetto di ricerca: studia nuove terapie palliative per malati di Parkinson al Biometec di Catania.
Sono solo alcune storie di “cervelli” che erano scappati dall’Italia e sono tornati a fare ricerca nel Mezzogiorno o di stranieri che hanno scelto il Sud per portare avanti i loro lavori di eccellenza nella ricerca applicata. L’hanno fatto grazie alla passata edizione del bando Brains to South della Fondazione CON IL SUD, che ha permesso a 11 ricercatori (5 uomini e 6 donne, 2 stranieri, età media 38 anni) provenienti da otto università estere e tre italiane del Centro-Nord di lavorare in centri di ricerca a Napoli, Salerno, Foggia, Lecce, Cosenza, Catanzaro, Trapani, Catania.
Partendo da queste esperienze, la Fondazione CON IL SUD ha deciso di promuovere la quinta edizione del Bando sul capitale umano ad alta qualificazione Brains to South, rivolto a ricercatori stranieri o italiani, che svolgono la propria attività da almeno 3 anni all’estero o nel Centro – Nord. L’obiettivo è quello di sostenere progetti di ricerca applicata con forte potenziale innovativo e trasferimento tecnologico. La Fondazione mette a disposizione complessivamente 4 milioni di euro di risorse private (massimo 400 mila euro per progetto, con una durata compresa tra i 24 e i 36 mesi).
“L’obiettivo del bando è duplice – sottolinea Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD – da una parte promuoviamo al Sud la capacità di ‘attrarre’ cervelli e dall’altra sosteniamo la costruzione di carriere indipendenti di giovani ricercatori, stranieri o italiani, che decidono di portare innovazione e competenze nei centri di ricerca meridionali, come ‘responsabili scientifici’ delle loro ricerche. Questo approccio – conclude Borgomeo – permette ai nostri territori di sperimentare processi di innovazione sociale e incide sui processi di sviluppo anche grazie ai risultati della ricerca applicata”.
In 10 anni, dal 2001 al 2011 circa 700 mila laureati hanno lasciato l’Italia e, nello stesso periodo, oltre 170 mila laureati si sono trasferiti dal Sud al Nord Italia, con un trend crescente: dal 10,7% del 2001 si è passati al 25% del 2011[1]. Una delle principali criticità per il Sud, però, non è solo o tanto la “fuga dei cervelli”, ma il saldo negativo tra chi va e chi viene, ovvero la poca attrattività dei nostri territori per ricercatori provenienti da altri paesi. Brain2South fa la sua parte per invertire questa tendenza.
Il Bando è pubblicato su www.fondazioneconilsud.it e scade il 28 novembre. Le proposte dovranno essere presentate online direttamente dal ricercatore, che assumerà il ruolo di “principal investigator” e avrà l’opportunità di condurre un progetto di ricerca sotto la propria responsabilità, senza il controllo di un supervisore. Il candidato deve indicare anche uno o più enti disposti a ospitarlo (“host institution”) in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna o Sicilia.
Oltre ai costi del ricercatore, il contributo della Fondazione coprirà anche quelli legati alla sua proposta di ricerca (come ad esempio, la strumentazione necessaria, le risorse umane di supporto, i materiali di consumo, etc.). L’ente ospitante, inoltre, godrà dell’opportunità di potenziare e migliorare la qualità della ricerca interna, grazie alle nuove competenze provenienti dalle diverse zone del mondo e all’inserimento in un contesto di relazioni scientifiche e tecnologiche internazionali tra enti di ricerca.
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Fondazione CON IL SUD
La Fondazione CON Il SUD è un ente non profit privato nato dodici anni fa dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato per favorire lo sviluppo del Mezzogiorno attraverso la promozione di percorsi di coesione sociale.
La Fondazione sostiene interventi “esemplari” per l’educazione dei ragazzi alla legalità e per il contrasto alla dispersione scolastica, per valorizzare i giovani talenti e attrarre i “cervelli” al Sud, per la tutela e valorizzazione dei beni comuni (cultura, ambiente, riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie), per la qualificazione dei servizi socio-sanitari, per l’integrazione degli immigrati, per favorire il welfare di comunità.
La Fondazione CON IL SUD ha sostenuto oltre 1.000 iniziative, coinvolgendo direttamente 6.000 organizzazioni e 283 mila cittadini, soprattutto giovani, ed erogando complessivamente 190 milioni di euro.
[1] Fonti: Indagine Editutto 2014; Svimez 2013
















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