NARDO' - Alcuni giovani amici mi hanno chiamato in questi giorni per commentare l’ultimo articolo dal titolo “Seguite il vostro cuore…” che gentilmente Porta di Mare ha pubblicato il 18 settembre.
Qualcuno mi ha manifestato paura ed ansia per il gravoso debito pubblico che attualmente pesa su noi tutti e sul nostro paese e che graverà sempre di più, come un macigno , sui nostri figli e sulle generazioni future. Questo mi ha spinto a intervenire e dare il mio contributo alla luce anche della discussione in questi giorni sulla manovra finanziaria.
Cominciamo col fare una ricostruzione storica di quello che è avvenuto nei scorsi decenni.
E’ da premettere che l’Italia dei nostri nonni e genitori ha avuto una grande depressione di fine secolo e poi le due guerre mondiali . Ci risulta che da queste catastrofi se ne sia uscita e abbia riportato sotto controllo i suoi conti pubblici con l’aiuto di condoni e inflazione.
La sciagura che ha portato al grande accumulo del debito pubblico è iniziata dal 1974 e si è chiusa nel 1994. Gli economisti ritengono che questi venti anni di gestione della cosa pubblica siano stati letali per la nostra economia . Negli anni 80 e sino ai nostri giorni l’Italia continuerà a chiudere i bilanci dello Stato con saldi primari negativi , con un debito pubblico fuori controllo , con una mancata crescita economica e senza spazio finanziario per poter raccogliere fondi da investire.
Ulteriormente la situazione si è aggravata quando, dopo la indipendenza del Ministero del Tesoro dalla Banca d’Italia , il nostro Stato ha iniziato a finanziarsi tramite i mercati e a pagare interessi ad usura sempre più elevati per cui il denaro prelevato dallo Stato dalle tasche degli italiani è finito nelle tasche degli speculatori
Adesso l’Italia si trova impantanata nella gigantesca palude di un debito pubblico improduttivo creato in altre epoche che sempre di più si è aggravato fino ai nostri giorni. Non è più possibile andare avanti nello stesso modo e perdurare con gli stessi errori che abbiamo commesso negli ultimi decenni. Non faremmo altro che aumentare il già pesante macigno che già abbiamo messo sulle spalle delle future generazioni.
A quanto ammonta l’attuale debito pubblico? Negli ultimi dati Bankitalia nel mese di luglio 2018 il debito pubblico si è attestato a oltre 2341,7 miliardi di euro. La crescita solo in questo mese , record storico, è stata pari a 18,5 miliardi di euro.
Il debito delle nostre amministrazioni pubbliche è rappresentato dalla esposizione dello Stato e di altri soggetti pubblici ( Regioni, Province, Comuni, Enti ,ecc.) nei confronti di altri soggetti economici che possono essere nazionali o esteri, individuali, imprese, banche, ecc..
Se vogliamo pensare realmente ai nostri giovani e agli Italiani tocca fermare questa irresponsabile e immorale spirale. E’ un obbligo non andare oltre le proprie forze e non alimentare scelte irresponsabili che lasceranno un conto spaventoso da pagare soprattutto alle prossime generazioni . Se si vuole bene agli italiani , ai giovani, la politica deve pensare a un progetto a medio e lungo termine che fermi e che riduca gradatamente il debito pubblico.
E’ indispensabile contrappore alla paura, alla rabbia, all’ansia che si vive in questo periodo una realistica certezza e speranza.
Di questo l’Italia e i nostri giovani hanno assoluto bisogno.
Pantaleone Pagliula
















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