NARDO' - Una iniziativa che di culturale o di pratico ha avuto ben poco, praticamente nulla. L’unico ad abboccare è stato il sindaco Pippi Mellone che ha ospitato a Nardò una serata confusionaria, arruffona, dove sono state buttate dentro un calderone indistinto e con superficialità le parole “concordato” e “intesa”, come se potesse essere concluso l’uno (!) o l’altra dallo Stato italiano con l’Islam.
Ma l’Islam non è una realtà monolitica, con un capo riconosciuto con il quale dialogare. E’ una galassia di gruppi, molto slegati tra loro. Persino ferocemente avversari. Un panorama “atomizzato” nel quale anche autorevoli governi riformisti (pensiamo a Prodi o Amato) non riuscirono a tenere intorno ad un tavolo di trattativa i diversi gruppi di musulmani italiani per concludere l’accordo. Figuriamoci ora, con un governo a trazione leghista con la componente rintronata dei grillini.
Pensiamo anche a principi di diritto sostanziale: quale paese civile può ammettere la poligamia?
La condizione della donna è il metro di misura di ogni civiltà.
Partiamo da qui: la donna musulmana non può sposare un non musulmano. Basta?
Non basta: “la donna deve mettersi a disposizione del marito e prestargli obbedienza; l’uomo stabilisce il luogo della residenza familiare, autorizza le uscite della moglie e controlla le visite che ella riceve. La donna deve seguire l’uomo nei suoi viaggi. Deve essere disponibile al rapporto sessuale quando egli lo desideri e farsi bella per lui”. Con questi principi di diritto, strada insieme non se ne può fare.
Un argomento che, anche ieri sera, è stata glissato con leggerezza dagli esponenti islamici seduti al tavolo accanto al sindaco Mellone che, per la verità, è andato via dopo pochi minuti. Facendo scendere i partecipanti sotto la dozzina.
Il sindaco, dunque, vera stonatura della serata. Per averla voluta, questa serata: senza la compagnia di nemmeno un consigliere comunale o di un assessore. In una sala mestamente popolata da una decina di curiosi. Solo, anche nel vuoto sostanziale che rimbombava nel chiostro.
Alla fine ne sono rimasti cinque di spettatori, meno dei relatori. Eppure il sindaco di tutti ha ironicamente ringraziato chi, parlando dell’iniziativa ha detto che le critiche gli fanno solo pubblicità. Figuriamoci se non ne avessimo parlato: ci sarebbero stati solo loro sei al tavolo.
In definitiva davvero poca roba, dal retrogusto stantio: Cristian Karim Benvenuto, che ha presentato “l’evento” è da anni coordinatore regionale del Dipartimento Politiche dell'Immigrazione e dell'Integrazione di Fratelli d’Italia. E dello stesso partito è Pierpaolo Signore, coordinatore provinciale di FdI, presente anch'egli. Insomma, una passerella politica.
Mellone sarebbe dovuto essere più prudente. Se aveva in mente un calcolo, infatti, i numeri del consenso sono largamente negativi. Inoltre non può lui, o chi lo consiglia, maneggiare una materia così delicata, per le conseguenze che possono prodursi con la sua stessa comunità.
Un’ultima annotazione, non di poco conto: non c’è stato uno, uno, che pure per sbaglio ha pronunciato correttamente Islàm. Con l’accento sulla a, come è giusto dire.
Vi immaginate noi, a parlare come Stanlio e Ollio: Sìgnore, pèrdonali, perché non sanno nèmmeno di che cosa stanno pàrlando.
Stiamo messi bene, insomma.
Ma se qualcosa deve preoccupare davvero riguarda alcuni esponenti della destra estrema che hanno, invece, fortemente sostenuto ed enfatizzato l’iniziativa. Ecco, qui c’è materia per una vera e propria indagine: la saldatura tra nazionalismi e religioni, già avvenuta in altre zone del mondo, pensiamo ai vicini Balcani.
Nardò, in definitiva, ha una grande storia, costruita con il collante della cultura e della conoscenza. E merita di meglio.
















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