NARDO' - Dedichiamo questo articolo a chi, di Nardò, si indigna per le grandi questioni di carattere internazionale e poi non guarda nemmeno quel che succede sotto la sua finestra. Neritini, vi stanno disegnando coi rendering una città bellissima ma la fotografia reale, quella "dal vivo", è questa qui.

Gazzetta del Mezzogiorno - 26 settembre 2018
Centinaia di tigli bellissimi, impiantati in tutta la periferia di Nardò, potrebbero presto incontrare l’abbraccio mortale della motosega a causa di un incarico professionale ad agronomo che appare come un cattivo presagio. La zona è quella di espansione che costeggia la 167 e si inoltra verso la Nardò-Pagani.
Si tratta di molte strade (tra le quali via Nocera, via Carrino, via Del Prete, via Romano) dove si trovano villini bifamiliari e casette di pregio lungo le quali vennero impiantati, ormai una ventina di anni fa, centinaia di pregiati tigli che conferiscono alla zona una ambientazione molto romantica e “profumata”. Ovviamente, però, il verde pubblico necessita di costante manutenzione. Che evidentemente non si può o vuol fare. Per cui si pensa già all’abbattimento.
La determinazione del Comune è di alcuni giorni fa e prevede che un agronomo rediga una relazione tecnica sullo stato delle alberature esistenti in via Cazza. Come in altri casi, ai quali è seguito l’abbattimento delle piante, nel corpo del documento c’è anche un passaggio che “prelude”: «Numerosi abitanti di via Cazza hanno manifestato all’Amministrazione comunale il notevole disagio ed i danni causati dalla presenza degli alberi posti sul marciapiede… gli stessi abitanti ritengono doveroso, necessario ed urgente l’abbattimento delle suddette piante per i danni arrecati dalle radici che provocano il sollevamento delle pavimentazioni e dei muri di recinzione».
Ma i residenti lamentano anche danni in seguito alla caduta della resina sulle auto e persino sulle pavimentazioni interne. Insomma, è l’eterna lotta di alcuni cittadini contro gli alberi di ogni genere e tipo.
Il costo dell’incarico, comprensivo di una attività per la rettifica del Pptr per errata localizzazione dell’area a bosco e fascia di rispetto dei due lotti di proprietà comunale in località Lissandri, è di quasi 2500 euro. Intanto i tigli tremano e non solo quelli di via Cazza che farebbero da “apripista”: nel quartiere le piante di tiglio sono centinaia.
















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