NARDO' - Il consorzio nasce nel 1971 quando viene approvato il Piano Regolatore preliminare in materia industriale della Provincia di Lecce con il quale si individuano sei agglomerati oggi esistenti: Lecce-Surbo; Galatina-Soleto; Nardò-Galatone; Gallipoli; Tricase-Specchia-Miggiano; Maglie-Melpignano. In seguito assume l’acronimo di Sisri. Dal 2012 si chiama Asi.
I sei agglomerati occupano circa 1312 ettari e vi operano oltre trecento aziende con quasi 6mila addetti. Quello di Nardò-Galatone conta 69 aziende. Il comparto produttivo prevalente è quello manifatturiero con una accentuata presenza di aziende nel settore metalmeccanico, calzaturiero, tessile e della trasformazione di prodotti agricoli.
L’Asi si sostiene con le quote associative degli enti soci, i Comuni, ma evidentemente ora serve altro denaro. Molte le proteste per i servizi non forniti o molto blandi: illuminazione pubblica carente, zero vigilanza, né verde e nemmeno aiuole spartitraffico, segnaletica devastata, collegamenti Internet a singhiozzo, strade dissestate. La spazzatura, gettata abusivamente, invade le strade perché non c’è controllo. Le piazzole sono piene di rifiuti. Basti per tutto, inoltre, dire che ancora nel 2019 le aziende non hanno il bene primario per antonomasia: l’acqua. L’acquedotto si ferma a qualche chilometro, alle porte di Nardò.
L’Autorità di bacino chiede al Consorzio la planimetria della zona industriale da anni ma la consegna non avviene mai.
Per altro l’Asi appare un consorzio ormai anacronistico perché non include zone industriali a fortissima e recente espansione: le zone industriali di Lequile (in pieno boom), Melissano-Racale e Taviano. Comparti che non fanno parte di nessun consorzio: pagano le tasse e ottengono servizi dai Comuni di riferimento. Infatti anche questo particolare va evidenziato: le industrie e aziende che afferiscono all’Asi pagano regolarmente Tari, Imu e altre imposte locali ai Comuni cui appartengono per territorio. Una possibilità, dunque, è quella di “staccarsi” dal consorzio su decisione delle singole municipalità.
La speranza? L’incontro previsto per il 22 giugno a Nardò quando il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, accompagnata dall’onorevole Soave Alemanno su incarico del Mise (il ministero per lo sviluppo economico), spiegherà il funzionamento delle Zes (Zona economica speciale), opportunità per far diventare il corridoio tra i due mari un polo logistico per lo scalo delle merci.
















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