NARDO' - Generoso, affabile, estroverso. Una persona dall'indole buona a e amichevole. L'uomo che vedeva l'arte attraverso gli occhi dell'anima non c'è più. Ma la sua arte vivrà per sempre.
Luciano Falangone aveva 63 anni. Ha sofferto tanto nella sua vita a causa di una malattia che gli ha tolto il bene della vista, prezioso per un pittore. Ma ha saputo affrontare anche questo: spiegava agli amici di "vedere" il quadro nella sua mente, con gli occhi dell'anima. Poi chiedeva all'amatissima moglie Ivana di passargli i tubetti delle tempere, un colore alla volta. E creava comunque, anche con le mani, le sue opere.
Pur senza la vista aveva saputo «reinventarsi» nella sua storia d'artista.
Luciano Falangone si è spento in ospedale all’età di 63 anni e i suoi funerali sono stati celebrati nella chiesa delle Cenate.
Diplomatosi maestro d’arte nel prestigioso Istituto d’arte di Nardò, ha iniziato prestissimo la sua carriera attraversando la fase metafisica e poi specializzandosi, negli anni ‘80 e‘90, in una forma di pittura “materica”.
I suoi paesaggi, sempre luminosi e positivi, assumevano forma e dimensione, quasi tridimensionalità. Uno stile che è diventato la norma quando Luciano ha perduto il bene della vista, circa 15 anni fa: con le mani e con le tempere, aggiungendo materiali solidi, realizzava comunque i suoi capolavori sulla tela mantenendo lo stile "materico". Ha chiesto di essere cremato, una scelta coerente con il suo pensiero e lo stile di vita.
Alla signora Ivana ed ai figli Leonardo e Giulio le sentite condoglianze della direzione e redazione della portella del cuore: ci volevamo bene!
















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