NARDO' - Le parole di Mellone e lo scarico in battigia dei reflui fognari di Porto Cesareo e Nardò.
Lo avevamo denunciato e ripetuto a gran voce già da alcuni anni: il progetto di studio di fattibilità del 1° febbraio 2017 per il riutilizzo dei reflui fognari depurati di Nardò e Porto Cesareo, predisposto dalla Regione e dall’AQP ed accettato dall’amministrazione Mellone, era soltanto un libro dei sogni, un miraggio, una demenziale chimera utile unicamente a velare, presso i cittadini di Nardò, l’accettazione totale e incondizionata da parte del sindaco di Nardò del proseguimento dello sversamento degli scarichi fognari sotto gli scogli del mare di Torre Inserraglio.
Con il duplice indegno risultato di non interrompere e anzi moltiplicare l’inquinamento grave di almeno un chilometro di costa e di impedire in quella zona la balneazione, della quale avrebbero potuto usufruire cittadini, visitatori e utenti degli insediamenti turistici esistenti nei pressi di Torre Inserraglio, qualora fosse stata realizzata la condotta sottomarina, demonizzata a Nardò e che invece rappresenta, per il sindaco del vicino comune di Gallipoli, “la migliore se non l’unica” soluzione atta a risolvere “le gravi criticità registrate dagli attuali scarichi finali, oggi in battigia con relativo divieto di balneazione”.
Ed è proprio Stefano Minerva, il sindaco di Gallipoli stretto amico di Mellone, a fare queste inequivocabili affermazioni. Minerva, che con Mellone condivide convintamente la fedele amicizia nei confronti del presidente Emiliano, ha confermato “la volontà del (suo) Comune a procedere con la condotta sottomarina”, dichiarando esplicitamente che “lo scarico zero ... ad oggi è un’utopia”. Infatti, Minerva trae vanto dal fatto che “la Giunta regionale ha approvato ed ammesso a finanziamento la proposta progettuale avanzata da Acquedotto pugliese riguardante la “realizzazione della condotta sottomarina a servizio dell’impianto di depurazione consortile di Gallipoli” per un importo complessivo di € 16 milioni.
Al contrario, il comune di Nardò sembra aver messo di fatto una pietra tombale (e a Bari, sornioni, magari si compiacciono di questa inattesa cortesia) sugli stanziamenti regionali e su grandissima parte delle spese di AQP, che erano stati previsti dal protocollo d’intesa del 2015 firmato dall’amministrazione Risi.
A distanza di ben quattro anni dalle roboanti dichiarazioni di Emiliano sullo scarico zero, e di due anni e mezzo dalla sottoscrizione dell’illusorio progetto di “fattibilità”, nulla è stato fatto. I cittadini di Nardò si sono stancati di parole e di fantasticherie e chiedono a Mellone di rivendicare – presso Regione e AQP – ed ottenere fatti concreti che evitino lo sconcio dell’attuale modalità di scarico a mare.
Al presidente della Regione Puglia, Emiliano chiediamo di abbandonare ogni ambiguità e di uniformare le sue scelte e le sue direttive riguardanti i reflui fognari. A costoro diciamo che comportarsi in modo diverso o ignorare queste istanze avrebbe il significato di una intollerabile presa in giro nei confronti dei cittadini di Nardò.
Roberto My
Consigliere Comunale Art.1 Nardò
















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