NARDO' - Un nuovo flagello si sta abbattendo sul verde cittadino, dopo i danni procurati alle palme, prima dal punteruolo rosso e più recentemente dalla paysandisia ora sono a rischio i cipressi o più esattamente tutte le cupressaceae, ossia tutte le varie specie di cipresso.
Ne parla l'ambientalista Massimo Vaglio.
Il focolaio più esteso e preoccupante si è sviluppato nel cimitero comunale dove la “limantria” o “bombice dispari” (Lymantria dispar), un insetto lepidottero nuovo per il Salento, ha infestato diversi cipressi secolari, l’infestazione presenta qualche similitudine con la processionaria, sia nelle masse lanuginose in cui gli adulti (allo stadio di farfalla) depongono le uova, sia nell’aspetto delle larve piuttosto simili, anche se muniti di peluria un po’ meno urticante. La schiusa delle uova avviene in primavera quando le larve si portano sul fogliame iniziando a roderlo e vi completano lo sviluppo in circa due mesi. Inutile dire che le minuscole larve appena dischiuse vengono facilmente trasportate dal vento su alberi spesso distanti anche qualche chilometro dando luogo a nuove infestazioni.
Le infestazioni di questo insetto durano diversi anni e sovente provocano la completa defogliazione e conseguentemente la morte degli alberi attaccati, creando gravi danni ambientali ed estetici. Sarebbe molto grave se tale problematica venisse ignorata o non adeguatamente affrontata visto anche l’importanza e il pregio derivante dalla monumentalità dei cipressi attualmente infestati. Non sono aduso ad autocitarmi, ma ricordo come il sottoscritto fu il primo a segnalare l’arrivo del punteruolo rosso delle palme a Nardò preconizzando, se non si fosse agito, la distruzione dell’intera popolazione di “Canariensis” cosa che si sarebbe potuta evitare ottenendo indubbi vantaggi estetici e ambientali nonché quantificabili risparmi economici.
Più recentemente, sempre il sottoscritto segnalò il primo focolaio di Xylella del territorio neretino, probabilmente visto l’epilogo si sarebbe potuto fare poco, ma nessuno neppure quella volta mosse un dito, nessuno ad ogni livello tentò di arginare il dilagare di quel piccolo focolaio, la mia richiesta di instaurare un cordone sanitario venne placidamente ignorata. Come ancora più recentemente è stato ignorata la mia segnalazione sull’arrivo della Paysandisia un altro letale killer delle palme che ha fatto man bassa delle vetuste pregevoli (Trachycarpus fortunei) e delle (Chamaerops humilis) appartenenti al patrimonio cittadino.
Si potrebbe continuare con le alberature di lecci gravemente debilitate dall’Aleurocanthus spiniferus, un afide facilmente annientabile. Per ognuno di questi fitofagi è prevista la lotta obbligatoria e ci sono cure e rimedi efficaci, ma servono cittadini consapevoli e amministratori seri e attenti.
















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