NARDO' - L’Amministrazione comunale “blinda” il progetto per far decollare gli idrovolanti dal cuore di Santa Maria al Bagno. Solo qualche giorno fa il Tar di Lecce ha nuovamente “liberato” dai vincoli archeologici l’area della Punta dell’aspide sulla quale, in origine, era previsto il terminal per decollo ed approdo degli idrovolanti.
In una lunga determina firmata dal dirigente responsabile Luigi Siciliano, per altro corredata di valutazioni politiche che appaiono molto “creative” in un atto amministrativo di questo genere, il Comune assume i pareri giunti in municipio. E conclude le attività della conferenza dei servizi con esito favorevole alla realizzazione del progetto di idrosuperficie e relativo terminal da impiantare nell'ambito del programma di cooperazione europea Interreg Grecia-Italia 2014/2020 Progetto Swan. Si tratta di un lungo iter che prevede la realizzazione di uffici e banchine a Nardò e Gallipoli per “progettare” soltanto la linea che porterebbe gli idrovolanti a Corfù.
E’ finanziato, a livello comunitario, con tre milioni di euro ma il timore dei cittadini (per altro è esplicitato nello stesso progetto) è che le opere rimangano cattedrali nel deserto, senza possibilità che dopo i lavori ci sia realmente chi si offra per gestire la linea. Altrove, in Italia, un progetto simile è servito solo per il volo inaugurale e poi nulla più. Per altro la vicenda si è animata di tensioni “internazionali” a causa dell’ubicazione del terminal da costruire sugli scogli: il “Giardino della memoria” realizzato da un avvocato italo-inglese per ricordare le persecuzioni razziali. Una serie di situazioni (condite da osservazioni presentate dallo stesso avvocato Pierluigi Congedo) che lasciavano pensare ad un ravvedimento dell’Amministrazione, anche alla luce del pronunciamento del Tar che “libera” l’Aspide e consentirà la costruzione di quattro stabilimenti balneari lì sopra.
Ma l’Amministrazione continua sulla sua linea per mantenere gli idrovolanti nel cuore di Santa Maria.
















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