NARDO' - Dalla pagina Facebook del Comune di Nardò apprendiamo che l’amministrazione Mellone, dopo quattro anni e mezzo di inerzia ingiustificata, ha infine deciso di riprendere l’iter di formazione del Piano Urbanistico Generale del territorio comunale.
La motivazione addotta per giustificare questo enorme arbitrario ritardo è assolutamente inaccettabile. Infatti, viene affermato che il ritardo nel riavvio della “costruzione del PUG” scaturisce dalla scelta di realizzare prima di tutto opere definite prioritarie, che, per ammissione degli stessi curatori della pagina del Comune, hanno inciso “fisicamente” sul contesto urbano. Cioè si afferma sfrontatamente che il territorio comunale è stato modificato prima che si potessero inquadrare quelle opere in una visione organica di qualificazione urbana, quale sarebbe stata assicurata dallo strumento urbanistico generale.
In proposito, vogliamo sottolineare che non soltanto le aree enfaticamente definite come parco (Incoronata e in futuro S. Gerardo), ma anche le piste ciclabili hanno determinato massicci e a volte pesanti impatti sul territorio, ovviamente sempre al di fuori di un quadro ordinato di norme urbanistiche. Ci chiediamo se, prima di progettare tali opere, non fosse stato più corretto coinvolgere i portatori di legittimi interessi, quali ad esempio esercenti di ogni tipo e cittadini residenti nelle zone interessate, invece di dimostrare una incredibile sordità nei confronti di ogni giustificata protesta e considerazione.
E poi, considerato che il PUG non parte affatto da zero, chiediamo di conoscere se per caso questa amministrazione abbia prodotto un nuovo Atto di indirizzo del piano oppure se sia stato utilizzato quello approvato dall’amministrazione Risi.
Chiediamo anche di conoscere se gli importi stanziati per il PUG e accantonati dai precedenti amministratori sono tuttora disponibili e vincolati alla loro destinazione originaria e se è stato portato a compimento l’iter, avviato cinque anni fa, per l’individuazione del soggetto co-pianificatore.
Esprimiamo, infine, forte preoccupazione per il cosiddetto “PensaPug” escogitato dagli attuali amministratori, i quali avrebbero dovuto invece manifestare un’idea e un progetto precisi di piano urbanistico, rispondente agli interessi generali della cittadinanza, ben più importanti e prioritari rispetto a quelli degli stake holders, anglicismo usato per definire i portatori di specifici (anche se probabilmente legittimi) interessi particolari.
Questa procedura, che viene propagandata come coinvolgimento della cittadinanza, all'opposto rischia concretamente di dare la stura alle segnalazioni (e pressioni?) di soggetti privati interessati a co-determinare le direttrici di concretizzazione del PUG. Se così sarà, non è inimmaginabile prevedere una nuova ondata di cementificazioni a beffa della nominale contrarietà al consumo di suolo. Sarparea docet.
19 gennaio 2021
Alessandra Boccardo, Coordinatrice Associazione politica e culturale “Nardò Progressista”
















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