NARDO' - Il partito di Giuseppe Conte, la cui "forbice" si favoleggiava fosse tra il 7 e il 9 per cento (tutti erano concordi nell'assegnargli l'otto per cento) verrà dimenticato non appena ci sarà il nuovo Governo. Ed entro un anno ne scomparirà anche il ricordo. E' successo per Prodi, per Dini, è accaduto per Monti e Gentiloni. Probabilmente accadrà anche a lui: ce lo dimenticheremo. Ma, attenzione, l'addio a Conte non lo hanno auspicato solo i renziani ma anche molti grillini. Questo comporterà alcune novità, anche a Nardò ed in provincia di Lecce.
Addio a Giuseppe Conte? Con Draghi arriva un'occasione straordinaria, con la stima del mondo intero, dell'Europa, di Mattarella e degli americani, dicono alcuni politologi.
Ormai ci siamo. Ed ai "suoi", ai fedelissimi dell'ormai ex premier, potrebbe anche non dispiacere quello che sta accadendo. Soprattutto ai grillini.
Con la riforma elettorale, infatti, un parlamentare su tre non troverà posto. I posti da onorevole in provincia di Lecce saranno prosciugati dai "tagli" ad onorevoli e senatori.
Immaginiamo, e lo sappiamo, che pochi grillini (non solo i renziani) hanno gradito l'escalation del premier il cui costruendo partito aleggiava come uno spettro sul loro futuro. Molti sono rimasti perplessi, addirittura critici. La mossa di Conte, di "strutturarsi", non è piaciuta.
I grillini, e molti piddini, sarebbero stati risucchiati nel gorgo del nuovo partito contiano il quale, ne parlano tutti, avrebbe portato con sè governatori come Michele Emiliano e il suo codazzo di sindaci, compreso il "nostro" Pippi Mellone.
Ed ora? I camaleonti sanno cambiare colore, all'occorrenza. Quello di cambiare maglia di calcio, infatti, non è un un vezzo: è una metafora politica, abilmente camuffata. Così la gente sa (e il messaggio persiste nei ricordi, come un messaggio subliminale) che il sindaco neritino, che si fa fotografare con diverse maglie di calcio, non ha una fede facilmente individuabile. Strano che accada nel mondo dello sport, una prassi per una "certa" politica.
Mellone, probabilmente, guarderà ad Emiliano, alle sue mosse. Ma potrebbe stargli stretta, adesso, qualsiasi strategia che riguardi il centrosinistra.
Altri sconfinamenti sono perigliosi: l'area del M5S è presidiata da Cristian Casili, vicepresidente del Consiglio regionale, appare off-limits per lui. Ma Casili è abile negli accordi e appare astuto, al punto da tenere nascoste le carte più potenti nella manica della giacca. A tavolo verde sarebbe imbattibile. Potrebbe arrivare un accordo segreto con Mellone per le prossime Politiche a spese di altri esponenti grillini? Non è improbabile.
Ma va ricordato che uno degli interlocutori migliori di Mellone è sempre stato il senatore Roberto Marti della Lega.
Anche il centrodestra non ostile a Mellone, dunque, potrebbe essere un porto ospitale. Vedremo, lo spettacolo si fa interessante.
















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