NARDO' - Muore la moglie per un errore medico e lui dilapida 440mila euro che avrebbe dovuto amministrare per conto dei figli, minorenni all’epoca dei fatti. Per questo motivo è stato denunciato dalla nonna e dai due ragazzi, oggi maggiorenni. Il più grande di 22 anni ed il minore di 19.
La storia riguarda un 48enne di Nardò, operaio specializzato, citato in giudizio dal Pm della procura di Lecce Maria Addolorata Moschettini.
La storia inizia da un evento tragico: la morte della giovane madre avvenuta nel 2004 in una clinica di Bari a causa di quello che si rivelò essere un errore sanitario. La donna, infatti, morì per causa dei medici – così emerse dopo anni ed un lungo processo – tanto che i figli vennero risarciti, a cura della compagnia di assicurazione della Asl di Bari, con 220mila euro a testa.
I bambini, a quell’epoca avevano solo sei e tre anni. Ed erano ancora minorenni nel 2012 quando il giudice tutelare del tribunale di Lecce autorizzò il padre ad investire quel denaro, vincolandolo a farlo con titoli di Stato. Per massima garanzia. Cosa che il padre non fece ma preferì comprare certificati di deposito intestati a sé stesso. Dopo due anni, inoltre, decise di svincolare il denaro versandoselo, in parte, su un proprio conto corrente acceso presso un altro istituto di credito. Altro denaro prese la via di assegni circolari che, secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti, sono serviti ad estinguere proprie situazioni debitorie pregresse.
Di certo, secondo la denuncia della nonna (sono stati i nonni materni, negli anni, ad accudire e mantenere i due ragazzini) quei soldi non sono serviti ai figli, né prima che diventassero maggiorenni e nemmeno dopo. L’uomo, anzi, ad un certo punto ha anche lasciato il proprio lavoro a stipendio come operaio per cinque anni, dal 2015.
Il 48enne, che oggi non risiede più a Nardò ma vive al nord, adesso dovrà rendere conto del suo operato perché lo chiedono soprattutto i due figli che, raggiunta per entrambi la maggiore età, vogliono sapere dove è finito quel salvadanaio che avrebbe dovuto garantire loro il futuro, “eredità” tristissima della loro giovane mamma scomparsa prematuramente.
















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