NARDO' - Ma la domanda è rivolta a quei professionisti che hanno messo le proprie facce sui manifesti.
Non stiamo vivendo certamente la migliore stagione della politica nella nostra città. Un sindaco uscente che in questi anni è riuscito ad addomesticare il “suo popolo” al punto da indurlo a rinunciare a qualsivoglia critica nei suoi confronti. Persino la seria indagine sulle “firme false” non sembra scalfire i suoi sostenitori, al punto che non ci sarebbe da meravigliarsi se una eventuale condanna potesse lasciarli indifferenti.
Indagine che peraltro alla luce degli ultimi gravi fatti sul “furto dei fascicoli” sembra assumere dimensioni ben più preoccupanti. Come dire che a Nardò legalità e moralità sembrano ormai sacrificabili per la conquista del “fortino”. In una situazione del genere i primi a doversi scuotere dovrebbero essere proprio quei tanti giovani, quei professionisti, che hanno dato la loro disponibilità a Mellone e che si candidano a rappresentare la nuova classe politica.
Del loro impegno ed entusiasmo non c’è che da essere contenti, a prescindere dalla scelta di campo. Ma è allo stesso tempo indispensabile che chi intende amministrare la propria comunità reclami e pretenda chiarezza e trasparenza dal candidato sindaco per cui si spende.
E questo difficile momento dovrebbe essere uno spunto di riflessione anche per il maggiore partito in città, quello del non voto, pari ad oltre il 30%. In una situazione del genere, infatti, non partecipare e non dimostrare dissenso col proprio voto, finirebbe per avallare questo stato di cose e la grave deriva della politica cittadina a cui stiamo assistendo.
Maurizio Leuzzi
















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