Non si capisce più a che gioco stia giocando la Regione, mentre Nardò e Porto Cesareo restano a guardare. Ma questa "soluzione" è veramente sbalorditiva. E sembra solo una cortesia a Mellone per non "disturbarlo" durante la campagna elettorale.
DEPURATORE PORTO CESAREO, PAGLIARO: “REGIONE NEGA ANCORA AUTORIZZAZIONE PROVVISORIA. SI GIOCA AL RINVIO CON NUOVA SOLUZIONE TECNICA”
Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani, Presidente Movimento Regione Salento.
“Ancora una volta la Regione decide di non decidere. Continua con lo sconcertante gioco dei rinvii e nega l’autorizzazione provvisoria all’entrata in esercizio del nuovo depuratore di Porto Cesareo, completato e collettato ma ancora fermo. Nell’audizione di oggi, l’ennesima che abbiamo richiesto in Commissione Ambiente, come in un surreale gioco dell’oca si è tornati al via, al punto di partenza. L’assessore Piemontese si è presentato con una nuova soluzione tecnica: uno schema idraulico che ci lascia esterrefatti, perché prevede lo scavo di tre trincee drenanti all’interno dell’area del depuratore, tre mega vasche capaci di contenere fino a 500 metri cubi al giorno di reflui, per un totale di circa 4500 abitanti equivalenti. Trincee che non possono essere considerate scarico finale.
Proprio oggi – ci ha detto l’assessore in audizione – sono partite le lettere di convocazione dei Comuni di Porto Cesareo e Nardò per il tavolo tecnico fissato per il prossimo 8 giugno, per illustrare questa nuova proposta tecnica di Regione e Aqp. Noi diciamo no a questa ipotesi, perché sarà solo un’ennesima perdita di tempo. Sarebbe bastato autorizzare lo scarico in battigia, come abbiamo chiesto più volte, per dare il via agli allacci delle 600 utenze già censite e liberare la comunità di Porto Cesareo dall’incubo dell’inquinamento ambientale che le grava addosso da quasi dieci anni, da quando è stata oggetto di infrazione da parte della Corte di Giustizia europea. Questa località turistica, tra le più gettonate del Salento, viene di fatto condannata alla mortificazione e al disagio di restare senza rete fognaria.
Che bisogno c’era di cambiare ancora una volta lo schema idraulico? Non siamo tecnici ma ci affidiamo alle parole dei tecnici: l’ingegner Zotti, dirigente della sezione Risorse idriche della Regione nel sopralluogo effettuato tre settimane fa, dichiarò che non c’erano ostacoli all’entrata in funzione del depuratore.
Restano da eseguire le verifiche ambientali che – come ha prospettato il dirigente del servizio Tutela e valorizzazione della Provincia di Lecce – richiederanno dai 60 ai 90 giorni. Ma siamo punto e a capo. E spunta dal cilindro questa triplice vasca drenante di cui non si comprende l’utilità.
Condivido la rabbia dell’amministrazione comunale di Porto Cesareo: la sindaca Silvia Tarantino, la vice sindaca Anna Peluso e l’assessore all’ambiente Eugenio Sambati, che ha ricordato il calvario di 42 anni di progetti approvati e poi bloccati: dalla condotta sottomarina allo scarico in battigia, fino al depuratore ultimato ma bloccato. Il risultato di quest’ennesimo progetto condanna Porto Cesareo a restare in questa condizione di limbo per un tempo che purtroppo andrà ben oltre la stagione estiva 2022. Per Porto Cesareo, Nardò e per l’intero litorale ionico salentino si protrae una situazione ambientale e igienico sanitaria inaccettabile. Ma noi resteremo in trincea, per difendere questo territorio nella sua battaglia di civiltà e dignità”.
















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