NARDO' - Abbiamo visto a livello internazionale (e storico) che cosa significhi essere e sentirsi "un uomo solo al comando". E che cosa succede a chi reclama "pieni poteri" sol perché si gode di un vasto consenso popolare. Ma dimenticarsi che esiste una volontà del popolo, anche quella di chi ti ha votato, è talmente pericoloso da essere considerata l'anticamera di... decisioni irrevocabili.
INTERVENTO INTEGRALE
Certo, parlare dei problemi che le scelte imposte da Mellone continuano a creare al nostro paese, con questi venti di guerra che stravolgono le coscienze e fanno sembrare tutto il resto piccolo piccolo, sembra quasi anacronistico e frustrante. Ma ciò che mi colpisce è l’atteggiamento (che anche nel nostro piccolo ritroviamo) di chi, essendo stato eletto, ritiene di poter esercitare il potere senza alcun confronto e addirittura contro la stessa volontà di chi lo ha eletto.
Perché, e torniamo a noi, sarei curioso di sapere se quel 74 % di cittadini che lo hanno votato sono tutti d’accordo sull’abbattimento della scuola di via XX Settembre. L’ultima trovata, frutto dell’arroganza con cui questo sindaco si sottrae a qualsiasi confronto con la comunità riguardo scelte che modificano profondamente, e con un dispendio enorme di denaro pubblico, il nostro paese.
Sul fronte opposto, tuttavia, spesso ci si limita a riproporre argomenti deboli.
L’annunciata volontà del sindaco di realizzare un parcheggio in Via XX Settembre una volta demolita la scuola, ad esempio, se da un lato resta una scelta scellerata e che da’ l’idea della qualità della politica di Mellone per il quale una scuola o un parcheggio pari sono, dall’altro è però un argomento che non attiene al progetto per cui si chiede il finanziamento e di cui oggi si discute. Ed anche obbiettare sulla individuazione del sito sul quale dovrebbe realizzarsi la nuova scuola può in fondo risultare pretestuoso, dal momento che una riorganizzazione dei plessi potrebbe rivedere la destinazione dei vari istituti scolastici, ed ovviare ad eventuali incongruenze. Come pure rimarcare che in passato su quella scuola si sia investito denaro pubblico sembra un argomento insufficiente, specie alla luce della recente richiesta di intervento di manutenzione straordinaria da parte della dirigenza della stessa scuola.
Si rischia così di perdere di vista quello che ritengo sia invece il vero tema su cui insistere. Quell’istituto non può essere cancellato per ciò che di storico e culturale esso rappresenta per intere generazioni di docenti e studenti. E ciò impone ogni sforzo e approfondimento per trovare una soluzione diversa, proponendo una modifica del progetto ove si accedesse al finanziamento.
In tale ottica, in occasione del Consiglio comunale, il PD aveva proposto di candidare al progetto per il finanziamento l’immobile della scuola materna di Via Bellini. Le argomentazioni con cui l’Amministrazione ha bocciato tale ipotesi sono state esaustive e documentate? L’opposizione ha ulteriormente approfondito?
E sulla possibilità di ricostruire la scuola sullo stesso sito? l’Amm.ne si è da subito detta contraria in quanto, sulla base alla normativa vigente, il nuovo istituto avrebbe potuto ospitare un numero inferiore di studenti. Vi sono stati riscontri e approfondimenti sulla fondatezza di tale tesi? Anche perché, in ultima analisi, chi dice che la soluzione di perdere qualche classe non possa essere preferibile al veder scomparire l’intero istituto?
Invece l’ostinazione è tale che (e a pensar male spesso ci si indovina) sembra quasi che la tanto efficiente squadra di Mellone, essendo arrivata in estremo ritardo, non abbia avuto il tempo di elaborare il progetto più congeniale alle esigenze e aspettative della comunità, ed abbia invece utilizzato un progetto di scuola già esistente, sovradimensionato rispetto al sito di Via XX Settembre. Da ciò la fumosità delle motivazioni a supporto di tale progetto, e il tentativo di far passare per obbligata, una scelta che invece è ispirata solo da approssimazione, mancanza di sensibilità e mania di protagonismo da parte di questi nuovi mostri della politica.
Maurizio Leuzzi
















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