NARDO' - Rinasce Sant’Isidoro. Uomini e mezzi della ditta Ste.Mar. Costruzioni di Copertino sono al lavoro da questa mattina per l’intervento di riqualificazione paesaggistica integrata della fascia costiera, progettato dall’architetto Antonio Vetrugno e finanziato con 1,3 milioni di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (in cui sono confluiti i fondi previsti per i Comuni dal Dpcm del 21 gennaio 2021 sulla rigenerazione urbana). Un cantiere che segna la rinascita della marina dopo decenni di sofferenza e abbandono. Sant’Isidoro, infatti, è segnata oggi da fenomeni di crescita irregolare, di abusivismo edilizio e di compromissione dei contesti naturalistici. Un paradosso per una località balneare distante appena dieci chilometri dal centro abitato di Nardò, nota per la spiaggia sabbiosa e caratterizzata da un litorale che si estende per circa un chilometro, a partire dalla cinquecentesca torre di difesa fino a Torre Squillace. I lavori consentiranno finalmente di innalzare la qualità del paesaggio, di salvaguardare la naturalità del luogo e di invertire i processi di degrado.
“Parcheggi, marciapiedi, ciclabili, arredi, camminamenti, illuminazione e verde – puntualizza il sindaco Pippi Mellone – per un intervento atteso da sempre e che, come al solito, siamo noi a realizzare. Entro la fine del 2023, dunque, anche Sant’Isidoro tornerà a splendere come abbiamo già fatto con Santa Caterina e Santa Maria al Bagno. Niente più disordine e degrado urbano e ambientale, ma finalmente decoro e qualità del paesaggio. Lo avevamo promesso e lo stiamo facendo”.
“La nostra amministrazione – evidenzia l’assessore ai Lavori Pubblici Oronzo Capoti – è quella che in pochi anni ha fatto più di tutte per valorizzare la marina di Sant’Isidoro. È il momento ora di trasformarla radicalmente, difendendone il paesaggio e la naturalità e innalzando i livelli di decoro e qualità urbana. Un progetto ambizioso che dopo decenni darà a Sant’Isidoro la dignità che merita”.
Il progetto prevede, innanzitutto, la realizzazione di aree per il parcheggio, sia nei pressi della torre che sul lungomare, con l’obiettivo di razionalizzare definitivamente l’accesso alla fascia costiera, e di aree per la fruizione dei pedoni (con l’installazione di un nuovo sistema di illuminazione). Inoltre, saranno eliminati alcuni vecchi edifici e manufatti che deturpano il paesaggio intorno alla torre e sul lungomare e tutte quelle opere come spianamenti, scivoli e il piccolo molo a servizio delle imbarcazioni che da anni compromettono la qualità paesaggistica del sito. Particolare importante sotto il profilo della sostenibilità ambientale è il fatto che il materiale riveniente dalla demolizione verrà frantumato sul posto grazie ad un frantoio mobile e reimpiegato per la realizzazione della pista ciclabile e delle aree carrabili con pavimentazione ecologica. È previsto anche un intervento di rinaturalizzazione ambientale con ripascimento delle superfici sabbiose della zona, oltre che la pulizia dalla vegetazione infestante e il recupero delle condizioni ambientali dell’inghiottitoio (o “spunnulata”) presente sul lungomare. Sempre sul lungomare nasceranno una struttura per la sosta, posta lungo la passeggiata e realizzata con legno lamellare e pietra leccese, un’altra totalmente amovibile da destinare alla nuova sede della Proloco e a punto di pronto soccorso estivo, un tratto di pista ciclabile per favorire la mobilità sostenibile. Tutte le azioni sono mirate a creare un sistema costiero di spazi aperti ad alto grado di naturalità.
“Anni di scelte sbagliate e soprattutto di inerzia – spiega il consigliere delegato alle politiche di valorizzazione di Sant’Isidoro Giuseppe Verardi – hanno portato a una situazione critica che non può che essere risolta con un intervento radicale come questo. Questa amministrazione, per l’ennesima volta, dimostra di saper parlare con i fatti, con gli interventi concreti, con le risposte tangibili a problemi mai risolti. Sant’Isidoro non è più la marina “dimenticata” di Nardò”.
















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