NARDO' - Ormai Pippi Mellone non ne indovina più una manco per sbaglio. Da mesi sembra ormai in caduta libera.
LA NOTA DEL COMUNE: DE CAGNA ILLUMINA IL CASTELLO A NATALE
Il cuore della città illuminato come non mai per le festività natalizie. "Luci al Castello", da sabato 25 novembre a domenica 7 gennaio, è il festival delle luminarie natalizie all'Eclettico Castello Nardò e al Giardino Botanico Nardò (villa comunale) con installazioni artistiche (un percorso di luci, colori e soggetti 3D), selfie corner, angoli per lo street food, animazione e spettacoli di magia, di burattini e giocolieri. Si tratta di un progetto organizzato da Visit Apulia (associazione affidataria dei servizi di fruizione del castello) in collaborazione con De Cagna Luminarie
Il festival sarà aperto al pubblico dalle ore 17 alle 23, nelle giornate del 25 e 26 novembre, 2, 3, 8, 9, 10, 16, 17, 21, 22, 23, 25, 26, 27, 28, 29 e 30 dicembre e 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7 gennaio. Il biglietto d’ingresso è di 7 euro (gratis i bambini con età inferiore ai tre anni). Sono stati previsti pacchetti speciali per le famiglie: due adulti e un bambino (dai 4 ai 16 anni) 18 euro, due adulti e due bambini 20 euro, due adulti e tre bambini 22 euro.
LA NOTA DEL CONSIGLIERE: BENVENUTI A NARDÒ, CITTÀ DELLE LUMINARIE A (DOPPIO) PAGAMENTO
Leggo esterrefatto l’annuncio del Comune di Nardò con cui viene comunicata l’accensione delle luminarie natalizie, di cui avrete visto il toccante video che le immortala fatto circolare sui canali dell’amministrazione comunale. Ebbene, oltre alle poesie con cui vi hanno dato in serbo l’assaggio del Natale, successivamente si scopre che la visione delle luminarie allestite nel castello e nell’adiacente villa comunale è a pagamento. Ben 7 EURO a persona per entrare nella casa comunale. Un pagamento che verrà richiesto a chiunque. Altro che poesia del Natale. Poesia - purissima - del vil denaro.
Pensate che solo per fare un giretto nel castello una famiglia composta da due genitori e un bambino dovrà sborsare 18 EURO (con lo sconto). Vergognoso!
A ciò si aggiunga - non per minore importanza - che queste luminarie, chiaramente, sono collegate alla fornitura elettrica comunale, che pagano i neretini ogni santo giorno dell’anno grazie ai milioni di euro che riversano nelle casse comunali. In pratica si paga “l’obolo” per vedere le luminarie che sono collegate alla rete elettrica pubblica che si paga durante tutto l’anno.
Un capolavoro che solo questi “signori” che occupano le stanze di palazzo potevano, per l’ennesima volta, partorire.
E poi ci si chiede perché le persone scelgano di visitare mete come Locorotondo, Alberobello, Polignano o la più vicina Ruffano, dove addobbi e luminarie sono splendidi e alla portata di tutti, senza alcun odioso biglietto a pagamento.
















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