NARDO' - Una raccolta di firme da parte dei residenti contro la "movida" senza controllo. Interessati il prefetto, il questore, la Asl e la capitaneria di porto. La goccia che ha fatto traboccare il vaso? Qualche giorno fa quando la piazza è diventata una discoteca a cielo aperto con, persino, i buttafuori a piantonare gli angoli delle strade. Una marina "affidata" ai privati con l'occhio semichiuso dell'Amministrazione comunale che sta lansciando fare e quasi non ha nemmeno interesse ad occuparsene. Ma i residenti e proprietari di abitazioni dicono basta.
I sottoscritti residenti e villeggianti portano alla cortese attenzione degli enti in indirizzo la insostenibile situazione che da tempo si è venuta a creare nella marina di S. Caterina del comune di Nardò.
In particolare si segnala quanto oramai si ripete da diverso tempo con la piazzetta che ogni fine settimana viene occupata da gruppi musicali che richiamano una moltitudine di ragazzi, trasformandola di fatto in una discoteca a cielo aperto, con la musica diffusa ad altissimo volume dal primo pomeriggio fino a tarda notte con una palese violazione di quanto stabilito dalla delibera avente oggetto “Regolamento per la tutela dell’inquinamento acustico” del comune di Nardò.
Non solo a questo si aggiunge l’occupazione incontrollata e prepotente da parte di alcuni esercizi commerciali e ristorativi di spazi pubblici e demaniali, il parcheggio selvaggio di auto e motocicli sui passi carrabili e sui marciapiedi che di fatto inevitabilmente costringono pedoni, persone diversamente abili, mamme con passeggini a camminare sulla carreggiata a ridosso dei veicoli piuttosto che sui marciapiedi. Per non parlare delle notevoli difficoltà che potrebbero incontrare i mezzi di soccorso a causa degli ingorghi stradali che si vengono sistematicamente a creare, in aggiunta ad una persistente mancanza di controlli ed una sistematica indisponibilità alle nostre segnalazioni e richieste di aiuto telefoniche alle forze dell’ordine che spesso cadono nel vuoto per mancanza di personale o indisponibilità di pattuglie.
I risultati di questa incontrollata movida sono bicchieri, bottiglie e vetri sparsi per strada, sui muretti, sugli scogli, sulle spiaggette (e che inevitabilmente finisco in mare), nei giardini delle civili abitazioni ed escreti umani vari in ogni angolo della marina e a ridosso delle case, ovvia conseguenza di uno smodato consumo di alcol e dell’inesistenza di sufficienti servizi igienici nei locali che somministrano e vendono alimenti e bevande in spregio alle vigenti normative nazionali, regionali e comunali in materia di occupazione del suolo pubblico e dei requisiti igienico sanitari.
Alla luce di quanto sinteticamente su esposto si chiede un autorevole intervento degli enti in indirizzo per quanto di competenza al fine di ripristinare il decoro dei luoghi, il rispetto della normativa e delle più elementari forme di convivenza civile.
















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