NARDO' - La nostra Repubblica riconosce il giorno 27 Gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, “Giornata della Memoria”, al fine di ricordare oltre la Schoah anche tanti cittadini italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia e la morte.
Tra questi , oltre 650.000 italiani chiamati IMI (Internati Militari Italiani) che sono stati catturati dai tedeschi e trasportati nei campi di prigionia e di lavoro del Reich all’indomani dell’8 Settembre 1943.
Tanti militari nostri concittadini e della nostra Provincia per la fedeltà ad essere soldato e per aver agito con dignità e forza d’animo allo sfacelo delle forze armate dopo l’8 Settembre hanno subito la triste sorte di essere rinchiusi nei campi di sterminio e lavoro nazisti.
Questi Internati Militari Italiani privati della qualifica di “prigionieri di guerra“ vennero letteralmente schiavizzati ed utilizzati come animali da lavoro e soggetti a inaudite pressioni fisiche e psicologiche.
Tanti pagarono anche con la vita quell’esperienza facendo una scelta di resistenza, di antifascismo, di ripudio, di rifiuto di collaborare con i nazifascisti e i repubblichini.
Cinquantamila morirono nel corso della prigionia per malattia, denutrizione, esecuzioni e bombardamenti. A questi nostri genitori o nonni, considerati traditori e deportati nei campi di concentramento, fu tolto lo status di prigionieri di guerra, non goderono della protezione degli accordi internazionali, della Convenzione di Ginevra e della tutela della Croce Rossa Internazionale e delle Organizzazioni Umanitarie. Molti di loro al loro ritorno in Patria morirono di malattie contratte in prigionia.
La loro Resistenza non armata e silenziosa è stata altrettanto importante di quella armata che agiva in Italia ed è una pagina di Resistenza , una pagina di Antifascismo, un apporto fondamentale alla nostra Costituzione e Repubblica che deve essere riconosciuto e valorizzato sempre di più.
Finalmente con il disegno di legge N° 1239 approvato dalla Camera dei Deputati il 19 settembre 2024 è stata istituita per Il giorno 20 settembre la “ Giornata degli Internati Militari Italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra Mondiale “.
Questa scelta di dedicare agli IMI una giornata specifica oltre alle commemorazioni dentro le giornate del 27 Gennaio e 25 Aprile è stato anche un modo per recuperare un ritardo che c’è stato su questa memoria che è stata poco al centro dell’attenzione della stessa attività delle istituzioni ma che è dentro un quadro complessivo che vede l’unità di chi , in modi doversi, scelse di combattere il nazismo e il fascismo e di battersi per la libertà per il nostro paese.
Grazie all’iniziativa di un gruppo di famigliari degli IMI di Nardò e della nostra Provincia e all’impegno dell’Assessore ai Musei Giulia Puglia, le memorie e le testimonianze di questi nostri cari sono stati accolti nel Museo della Memoria e dell’Accoglienza di Santa Maria al Bagno con l’obiettivo di restituire un pezzo di memoria a questi uomini che fecero una scelta non facile e di trasmettere un messaggio di pace soprattutto alle nuove generazioni promuovendo e organizzando manifestazioni pubbliche , cerimonie e iniziative a testimonianza.
Se noi tutti oggi possiamo godere dei valori di libertà, democrazia, pace , beni inestimabili e necessari da difendere, il merito è anche del forte e coraggioso NO individuale e corale che tanti IMI opposero agli invasori tedeschi.
Mi preme sempre ripetere una frase di mio padre, un IMI che ha vissuto due anni di terribile prigionia dopo l’8 settembre per il suo NO ai nazisti e ai repubblichini.
Nino Pagliula al termine dei numerose conversazioni con gli studenti che lo incontravano per sentire la sua terribile “odissea“ ripeteva: “Ragazzi datevi da fare, chiedete nelle vostre case notizie dei vostri nonni, fatevi raccontare della loro guerra, della fame e del lavoro. E’ il migliore modo per parlare di pace e per costruire il vostro futuro”.
Pantaleone Pagliula
















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