Leggete quello che scrivono Marcello Seclì e Mario Fiorella.
Con i mega-impianti agrivoltaici, CONTINUA L’ASSALTO AL TERRITORIO SALENTINO!
Con la pubblicazione dell’Avviso pubblico da parte della Provincia di Lecce del 31 ottobre u.s. è stata avviata la procedura per la Verifica di Assoggettabilità a VIA del progetto di mega-impianto agrivoltaico di 18 MW (con annesso impianto BESS di 16 MW) che la società ALTEA in-dipendnet pawer producer srl di Milano intende realizzare nel territorio di Tuglie, Località Carignani al confine con Parabita, andando ad occupare una superfice agricola di circa 250.000 mq.
Trattasi evidentemente dell’ennesimo progetto per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile con finalità prettamente speculative e predatorie che non ha nulla a che vedere con la produzione agricola e con l’utilizzo dell’energia da parte delle comunità locali visto che sarà immessa in rete nella Cabina di Casarano tramite un cavidotto di circa 12 chilometri.
La società proponente, con capitale sociale di appena 10.000 Euro, non è altro che il solito “cavallo di Troia” con il quale saranno poi le multinazionali i veri proprietari di tali impianti che li gestiranno secondo le logiche del mercato internazionale. Contro questa attività predatoria delle risorse naturali è necessario che le comunità locali, a partire dai Comuni interessati, attivino tutte le iniziative necessarie (amministrative, legali, politiche e sociali) in considerazioni che le norme più recenti in materia, considerando tali impianti di interesse pubblico, ne favoriscono la realizzazione passando sulla testa dei cittadini, delle comunità e degli Enti locali.
E’ questo l’ultimo di una lunga serie di progetti di mega-impianti agrivoltaici, già approvati o in fase istruttoria per essere autorizzati, o per eventuale assoggettabilità a V.I.A., che interessano numerosi comuni della nostra provincia: da Surbo a Lecce, da Ugento a Nardò, da Corigliano a Galatina e poi tanti altri ancora. Trattasi di impianti per la produzione di energia per oltre 500 MW che andranno ad occupare tra i 700 e gli 800 ettari della residua percentuale di suolo e paesaggio agricolo salentino rimasto ancora intonso che verrebbe trasformato in aree industriali e in cui l’attività agricola resta solo l’escamotage per superare le procedure del fotovoltaico a terra.
La Sezione Sud Salento di Italia Nostra, che da venticinque anni è impegnata nel contrastare con determinazione questa forme speculative ed impattanti con cui vengono sfruttati i nostri territori per produrre energia rinnovabile (eolica, fotovoltaica ed agrivoltaica), si è subito attivata di recente inviando una nota ai Sindaci di Tuglie e Parabita e al Presidente della Provincia di Lecce per evidenziare l’incongruenza di quest’ultimo impianto (che a breve sarà oggetto della Con-ferenza dei servizi per l’Assoggettabilità a V.I.A.) che - se realizzato - andrà a determinare significativi ed irreversibili impatti di carattere ambientale e paesaggistico, ma anche economico e sociale così come gli altri progetti in programma.
Per queste ragioni l’Associazione ha chiesto e sollecitato gli Enti locali interessati ad at-tivare tempestivamente tutte le iniziative per seguire l’iter procedimentale per cercare di contra-stare questi progetti, nelle sedi e nelle forme più appropriate (magari con il coinvolgimento dei soggetti sociali interessati), in modo da evitare che, gli ultimi scampoli di suolo agricolo e di paesaggio del Salento, venga “sacrificato” sull’altare di una falsa sostenibilità ambientale che - di fatto - è una forma subdola di colonizzazione e speculazione cui le comunità locali e tutti i soggetti economici e sociali, insieme alle istituzioni, devono reagire subito con determinazione.
















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