NARDO' - Le “Lezioni stellate” promosse dal Moccia-Vanoni, Istituto guidato dalla prof.ssa Maria Rosaria Però, si configurano come un’esperienza formativa di elevato valore, offrendo agli studenti un punto di vista privilegiato sul mondo delle professioni.
In questo percorso, che ha già visto la partecipazione di autorevoli esponenti dell’imprenditoria e della società civile, ieri è stato protagonista lo stilista Gianni Calignano. Le attività, inserite nel progetto “Rosa dei venti”, sono rivolte agli alunni meritevoli dei diversi indirizzi della scuola e consentono loro di incontrare e dialogare con esperti di chiara fama e testimonial d’eccellenza del territorio, in relazione al percorso di studi intrapreso.
L’incontro, svoltosi nella mattinata di ieri, ha saputo superare la dimensione puramente estetica degli abiti, rivelando la profondità umana e artistica che si cela dietro ogni creazione. Ad introdurre la lezione è stata la prof.ssa Simonetta Rescio, (Referente del Progetto n.d.r) che ha parlato di un vero e proprio “Tuffo nella bellezza autentica”, connotata da arte e raffinatezza. Calignano ha accompagnato i presenti in un itinerario suggestivo tra tessuti, ricami e visioni creative, evidenziando come ogni capo nasca dall’armoniosa fusione di tecnica, emozione e immaginazione. L’alta moda, ha sottolineato, non si esaurisce nella scelta di materiali pregiati o nella perizia esecutiva, ma si compie nella capacità di dare forma a storie, identità ed emozioni.
Nel corso dell’incontro si è fatto riferimento anche a creazioni destinate a contesti esclusivi, realizzate per una clientela d’élite, comprendente figure legate a famiglie reali del Medio Oriente. Si tratta di abiti impreziositi da ricami eseguiti a mano, cristalli Swarovski e pietre preziose, espressione di un universo in cui ogni dettaglio è curato con assoluta meticolosità e in cui il tempo diventa parte integrante del processo creativo.
Ampio spazio è stato dedicato alle esperienze e alle collaborazioni che hanno segnato il percorso dello stilista, testimonianza di una carriera dinamica e in continua evoluzione. Calignano ha inoltre condiviso alcuni aspetti del proprio gusto personale, dichiarando la predilezione per il rosso cardinale, emblema di eleganza e forza espressiva, e riconoscendo l’influenza determinante del maestro Valentino Garavani, figura di riferimento imprescindibile nel suo cammino creativo.
Significativo anche il richiamo al mondo della passerella, arricchito dal ricordo di Agnese Zorla, modella apprezzata per la sua professionalità e sensibilità interpretativa, capace di conferire agli abiti movimento e vita, rendendoli pienamente espressivi.
Alla luce di questa esperienza si comprende con maggiore profondità il percorso umano e professionale dello stilista. Nato a Nardò nel 1963, Calignano presentò la sua prima collezione nel 1986 e, l’anno successivo, inaugurò nella sua città un atelier di Haute Couture dedicato alla madre. Figura centrale nella sua formazione, la madre — sarta — lo introdusse sin da giovane a questo universo, che egli imparò ad amare osservandone i gesti sapienti tra tessuti, aghi e fili. In quei pomeriggi densi di suggestione, assistendo alla nascita degli abiti e cogliendo l’emozione negli occhi delle clienti, maturò la consapevolezza della propria vocazione: creare per suscitare meraviglia, trasformando il lavoro in un’arte capace di generare emozione e bellezza.
La svolta arrivò nel 1999, quando il suo talento ottenne riconoscimento internazionale, portandolo a sfilare in numerosi Paesi tra cui Montenegro, Sud Africa, Marocco, Francia e Russia. Nel 2004 diede vita al progetto “Couture à porter”, presentato nello showroom di Milano, mentre nel 2009 ampliò ulteriormente il proprio orizzonte creativo dedicandosi anche alla realizzazione di abiti da sposa sartoriali.
A conclusione dell’incontro è emerso con chiarezza un messaggio di grande valore etico ed estetico: privilegiare la qualità rispetto alla quantità, riscoprendo un rapporto più consapevole e sostenibile con la moda. In questa prospettiva, ogni abito di alta moda si configura come custode di una storia, portatore di un significato che trascende il valore economico e merita di essere riconosciuto e preservato.
















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