NARDO' - Qualche settimana fa questa redazione ha documentato quanto e come piovesse dentro l'ospedale di Copertino. La rabbia per la chiusura dell'ospedale di Nardò è stata amplificata da questa notizia. Ma oggi c'è chi ci restituisce una speranza.
Non bisogna arrendersi solo perché hanno svuotato l'Ospedale "S. Giuseppe - Sambiasi" ed hanno portato via tutto quello che era stato acquistato con un atto d'amore della nobile famiglia Sambiasi. Non bisogna arrendersi, anche se viene da piangere nel vedere una struttura, per anni attiva ed altamente produttiva, avvolta di sera nel buio totale o se da qualche giorno è stato cancellato il nome di "ospedale" dalla sua insegna, all'ingresso.
Ringraziamo, per tutto ciò, il presidente Vendola che, con menzogne e raggiri, ha preferito l'ospedale di Copertino (inagibile) a quello di Nardò (a norma), ma ringraziamo anche l'ex presidente Fitto, che per primo ha inferto un colpo mortale nel 2002, accecato dall'onnipotenza politica, ad una struttura altamente produttiva ed organizzata, che, fra le varie eccellenze, offriva circa 900 nascite all'anno (pur con 13 ospedali attivi in provincia), uguagliando l'ospedale di Lecce. Anche altri politici, di quasi tutti i partiti, hanno preferito i propri interessi personali e di partito, allo stato di diritto ed all'interesse di un vasto territorio.
Ma non è ancora finita, perché dovranno rendere conto, prima o poi, dello sperpero di denaro pubblico. Si dovrà pur sapere perché hanno speso circa 1.500.000 euro per mettere a norma l'Ospedale "S. Giuseppe - Sambiasi", che doveva poi essere chiuso e per costruire un'enorme sala mortuaria che non serve più. Ci dovranno pur dire che fine hanno fatto i circa 3.000.000 di euro, appaltati a febbraio del 2011, con contratto firmato dalle parti, per ristrutturare il blocco operatorio ed alcuni reparti chirurgici. E ci dovranno anche spiegare se i Vigili del Fuoco, preposti al controllo della sicurezza antincendio ed alla certificazione di agibilità, dovendo tornare, entro la fine di luglio, presso l'ospedale di Copertino per il controllo degli adempimenti intimati in precedenza, ma anche presso gli ospedali di Galatina e Gallipoli, hanno eseguito gli ulteriori controlli.
INTANTO UNA BATTAGLIA E' STATA VINTA. In una nota precedente del 10 aprile, era stata denunciata la faciloneria (?) con cui l'amministrazione di Nardò aveva inviato il carteggio alla Regione per la riqualificazione dei suoli retrostanti l'Ospedale, con il chiaro intento di renderli edificatori per l'edilizia privata. Era inammissibile che, contemporaneamente al lavoro del Comitato Tecnico ed alla presentazione in pubblico dello Studio di Fattibilità dell’ampliamento dell’Ospedale, patrocinato dalla stessa Amministrazione comunale, l’Ufficio Tecnico del Comune inoltrasse alla Regione pratiche contrastanti per liberalizzare i suoli retrostanti.
Risultò scontato denunciare pubblicamente tale comportamento scorretto dell'Amministrazione comunale ed informare gli uffici regionali dell'esistenza di un concreto interesse pubblico sugli stessi suoli, cioè il potenziale ampliamento dell'Ospedale.
Oggi, per caso, nonostante la mancanza di trasparenza degli uffici comunali, che hanno ritenuto di non dover informare i cittadini, abbiamo scoperto che, con Delibera di Giunta regionale n°1458 del 17 luglio 2012, il CUR della Regione Puglia ha espresso parere negativo sulla delibera del Commissario ad Acta n°3 del 2010 del Comune di Nardò, circa la liberalizzazione dei suoli retrostanti l'Ospedale, perché potrebbero ancora costituire interesse pubblico nel settore sanitario. Si allega stralcio del BUR Puglia n°117 del 07/08/12.
Viene spontaneo pensare che può essere stata utile, a tale epilogo, l'azione di contrasto e denuncia dei cittadini.
All'Amministrazione comunale chiediamo con forza di non procedere ancora nella direzione equivoca che ha intrapreso, imbastendo ulteriori correttivi per quanto riguarda la riqualificazione dei suoli, fino a quando la partita nella Sanità regionale non sarà definitivamente chiusa.
La presente viene inviata, tramite i mass-media e/o per le vie di comunicazione ordinaria, al Comando VV.F. di Lecce, alla Direzione Generale ASL di Lecce ed al Commissariato di P.S. di Nardò, perché valga come informativa, richiesta di “accesso agli atti” ai sensi della legge n.241/90 (se necessario) e come denuncia dei fatti in essa riportati.
DIFENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO
Francesco Antico
















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