PORTO CESAREO - Ancora insulti e ingiurie nei confronti della comunità di Porto Cesareo che, stavolta, è presa di mira nella sua forma più piena: quella di una collettività che si stringe intorno ad una festa, ad un rito, ad una celebrazione che va oltre la mera ricorrenza religiosa.
La grande pira alta dieci metri, composta dalle “sàrcine” (fascine di vigna) e pronta per essere bruciata durante i festeggiamenti in onore di sant'Antonio Abate, viene data proditoriamente alle fiamme in piena notte, presumibilmente intorno alle quattro. “Non basta un cerino per farlo – dice, più amareggiato che arrabbiato, il sindaco Salvatore Albano – ma l'azione è stata condotta da qualcuno animato da una ferma volontà di compiere questo gesto”. La fòcara in fiamme è stata scoperta da alcuni cittadini che hanno avvisato tutti: vigili urbani, carabinieri e vigili del fuoco. I caschi rossi hanno ingaggiato una lotta che appariva persa in partenza: il vento ha continuamente alimentato il falò e, dopo oltre quattro ore di lotta, il fuoco è stato domato e la zona messa in totale sicurezza. Ma della maestosa piramide di fascine è rimasto solo un cumulo fumante di cenere.
“Sono anni che questa tradizione unisce le famiglie di Porto Cesareo e accomuna anche molti cittadini dell'intera provincia – dice il primo cittadino – e tutto potevo pensare meno che qualche balordo non si mettesse in testa di rovinare tutto. E' un fatto gravissimo che non colpisce una singola persona ma l'intera cittadinanza. Certo, definirei quantomeno strano che qualcuno si diverta con un'azione di questo genere. E' da matti pensare di poter fare dispetto ad un'intera collettività ma, ovviamente, non mi meraviglio più di nulla. Il mio auspicio – conclude – è che il balordo venga individuato ma solo perché gli vengano chiesti i motivi che lo hanno spinto a farlo”.
Magari, anzi sicuramente, è una persona che ha bisogno di molto aiuto, di un suppporto psicologico. “Un gesto insano senza dubbio – continua Albano – che toglie il gusto della festa ad anziani, a bambini: sfregiare un momento di gioia che non è del sindaco, non è del comitato, non è della chiesa o dei commercianti ma è di tutti”.
Per la cronaca un oltre un decennio fa lo stesso “sfregio” venne fatto ai danni di una pira più piccola. Ma ora è già tempo di reagire: insieme col comitato festa, presieduto da Antonio Martina, si sta pensando ad una nuova fòcara, magari più piccola, da costruire in tempi da record. E da incendiare – ma questa volta saranno i “buoni” a farlo – durante il prossimo fine settimana.

















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