DIOCESI DI NARDO' GALLIPOLI - Ieri in tarda serata la convocazione, a Lecce nella grande sala dell'episcopio, dell'intero clero di Lecce. La riunione è per mezzogiorno. Significa una sola cosa: un sacerdote di Lecce è stato nominato vescovo. E potrebbe essere lui il nuovo pastore della diocesi di Nardò-Gallipoli.
La voce è ormai assolutamente insistente: oggi verrebbe a conoscersi l’identità del nuovo vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli. Alcuni sacerdoti attendevano la chiamata in modo da riunirsi nella mattinata per l’annuncio ufficiale ma, per la verità, fino alle 20 della serata di ieri nulla era ancora accaduto. E’ molto probabile, in ogni caso, che se non sarà per la giornata benedetta dalla Madonna del Carmelo, oggi, il nome del successore di monsignor Domenico Caliandro verrà a conoscersi entro la settimana.
E’ dato per scontato, infine, che l’ingresso in diocesi sarà celebrato solo a settembre e per l’intera estate la diocesi nerito-gallipolina resterà in mano all’amministratore, don Gino Ruperto. Inutile tentare di ottenerne l’identikit anche perché le bocche di chi sa, se è vero che sa, sono strettamente cucite e, in qualche caso, le notizie hanno l’odore del “depistaggio”.
L’ultima in ordine di tempo riguarda un vescovo già incardinato in una diocesi sarda, proprio della Sardegna. Improbabile? Una settimana fa, invece, aveva nettamente preso piede una ipotesi che sta in piedi ormai da quando Caliandro è andato ad occupare l’a rc i d i o c e s i di Brindisi. E cioè che a Nardò possa arrivare davvero il vicario generale della diocesi di Lecce, monsignor Fernando Filograna che, per altro, è stato “candidato” (sempre dalle voci “laiche”) a reggere la spinosa situazione di Altamura - Gravina - Acquaviva delle Fonti dove c'è un ospedale ecclesiastico, il Miulli, che fa sembrare i vescovi più supermanager che pastori di anime. In ogni caso la scelta cozzerebbe contro due princìpi, per la verità molto virtuali: che Filograna non avesse nessuna intenzione di fare il vescovo e che quella di Nardò – Gallipoli non sia sede per incaricati di prima nomina. Dimenticando che monsignor Vittorio Fusco è venuto a Nardò proprio come primo, e purtroppo ultimo, incarico. In ogni caso i presunti equilibri sarebbero stati “frullati”, a livello generale, dall’inatteso ritiro di papa Benedetto e l’arrivo di Francesco. Per cui ogni aspirazione è lecita.
















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