NARDO' - Pensavamo che dopo l’apertura del processo “Sabr” non dovevamo vedere più ragazzi di colore in fila sotto il sole cocente, camminare lenti, scalzi e assonnati sulle nostre strade. Ragazzi che cercavano a stenti di mantenersi in piedi nella speranza di raggiungere presto il campo dove avrebbero trovato una brandina per riposare qualche ora. Una breve pausa prima di una nuova faticosa e massacrante giornata lavorativa. Una di quelle giornate, l’ennesima e spossante che sotto la calura estiva dei nostri campi di Nardò di melone , a volte anche sen’acqua e senza tregua, ti spezza la schiena.
Erano e sono i nuovi poveri, gli sventurati migranti che, appunto, dopo la magistratura aveva individuato e rinviato a giudizio i carnefici di questi nostri fratelli lavoratori, pensavamo invano di non vedere più scene terribili come questa descritta sopra. Invece siamo qui, ancora una volta, a registrare e denunciare che rispetto alle contestazioni e proteste dei migranti, in particolare di Yvan Sagnet, contro i loro oppressori che verranno addirittura processati per “riduzione in schiavitù” lo staus vivendi e la condizione sociale lavorativa di queste persone non è cambiata.
Anzi, con l’arrivo domani della ministra Kienge a Nardò il Sindaco sposta i lavoratori da contrada Serrazze a località Scianne dopo un sopralluogo dell Asl: un campo troppo lontano dal centro abitato che getta questi lavoratori, come dice Yvan, per l’ennesima volta nelle mani dei caporali.
Secondo me lo spostamento, nottetempo, dei migranti ricorda tanto quei famosi carri armati del ventennio. Mezzi da guerra che venivano spostati da un luogo in un altro per uno squallido personaggio, un dittatore che si crogiolava e deliziava che stava, in questo modo, costruendo il “famoso” impero, di carta.
Non solo il Comune veste i panni di chi accetta i metodi e sistemi dei datori di lavoro, non costituendosi parte civile al processo “Sabr” ma adesso dimostra, in modo plateale, di non avere un luogo idoneo e civile per accogliere questi signori. La ministra domani a Nardò prima ancora del suo arrivo sta portando scompiglio, in una giunta senza una politica seria per gli immigrati e senza chiarire con chi davvero intende stare: con chi sfrutta i migranti e gli rende schiavi e che di datori di lavoro non hanno nulla o con persone che vediamo ancora in fila sotto un sole cocente, ancora scalzi e pieni di rabbia perché questa terra non è riuscita a dargli nulla se no sfruttamento ed abbandono? E per cortesia non ci venite poi a raccontare, cari amministratori, che l’immagine di Nardò è pessima per colpa di chi critica perché siete voi i primi ad avere contribuito a deturparla e danneggiarla in modo irreparabile.
Maurizio Maccaganano sindacalista dissidente
















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