NARDÒ - "Caro sindaco è arrivato il momento di pretendere il massimo e di puntare i piedi". Nella nota integrale Mariella De Trane esprime tutta la contrarietà per l'imminente firma del protocollo di intesa tra Regione Puglia e Comune di Nardò sulla riconversione del Nosocomio Neretino.

Apprendo da una nota su portadiMare.it del consigliere Capoti ,che è programmata per venerdì prossimo la convocazione di un tavolo per la firma del protocollo di intesa con la Regione Puglia per la riconversione del nosocomio Neretino.
Già il fatto che il sindaco non abbia ritenuto di coinvolgere adeguatamente almeno i consiglieri comunali operatori del settore, la dice lunga sulla sua sensibilità istituzionale.
In ogni caso, a scanso di equivoci, sia chiaro che la sottoscritta ha sempre manifestato la sua contrarietà, anche quando faceva parte della maggioranza, a trattative di qualsiasi tipo con un interlocutore (Vendola) il cui unico interesse non è certo quello di garantire alla città di Nardò un adeguato servizio sanitario, altrimenti avrebbe dovuto fare ben altro, bensì quello di mettere in piedi sceneggiate rappresentate da inutili e inconsistenti protocolli di intesa, che nulla o quasi aggiungono ai servizi già garantiti con l’attuale poliambulatorio e che non possono certo rimediare ai gravi danni arrecati alla città di Nardò.
E’ del tutto irrilevante poi la tanto sbandierata riapertura delle sale operatorie, se in queste si eseguono solo interventi insignificanti e marginali, quali il tunnel carpale e la cataratta.
Tutto questo avviene con la connivenza dell’attuale maggioranza che sostiene il Governo Cittadino, che, in nome del mantenimento dei buoni rapporti con l’Amministrazione Regionale, ha sino ad ora incassato solo calci nei denti, vedi chiusura dell’Ospedale, questione Boncuri, questione condotta dei reflui fognari, ecc. ecc.
A questo proposito è semplicemente ridicolo leggere sulla stampa che Vendola pensi di risolvere il problema dello smaltimento dei reflui fognari solo attraverso un accordo tra il Comune di Nardò e il Comune di Porto Cesareo.
Faccia la Regione delle proposte serie e alternative al sistema dello scarico a mare, che rappresenta un metodo del tutto inadeguato, a maggior ragione se aggravato dalla riduzione della lunghezza della condotta sottomarina prevista incautamente nel progetto redatto dall’AQP!
La smetta Vendola di fare orecchie da mercante alle sollecitazioni che da più parti sono venute nel senso dell’impiego di altri metodi di smaltimento come il riutilizzo, dopo opportuno affinamento, delle acque reflue in agricoltura, ecc!
E non è certo qualche misero finanziamento ricevuto che può giustificare il fatto di aver chinato la testa in tutte le occasioni di estrema gravità come quelle prima elencate.
Se poi andiamo a guardare bene l’ultimo finanziamento in ordine di tempo, quello di € 350.000 per l’ennesimo recupero della Masseria Boncuri, non è a beneficio dei cittadini di Nardò, ma è solo ed esclusivamente strumentale a sostenere la politica regionale di SEL che continua a ritenere che l’accoglienza dei migranti si faccia confinandoli in contenitori quasi sempre inaccettabili per la dignità umana, e non garantendo agli stessi, prima di tutto un lavoro e quindi un sostentamento autonomo e dignitoso.
Morale della favola, si tratta e si fanno accordi con chi ha effettivamente la volontà di porre rimedio concretamente, e non con operazioni di pura facciata, a quanto è stato fatto nella direzione del quasi totale smantellamente della Sanità Neretina.
Caro Sindaco è arrivato il momento di pretendere il massimo e di puntare i piedi, perché i cittadini non accetterebbero ulteriori atteggiamenti volti a mantenere equilibri politici che non li riguardano, laddove questi non coincidono con il diritto ad avere un’adeguata assistenza sanitaria.
Mariella De Trane
















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