NARDO' - "Liberato" il ristorante Ginetto sulla scogliera di Santa Maria al Bagno.
Con provvedimento di ieri il Sostituto Procuratore della Repubblica Paola Guglielmi, accogliendo l’istanza dei proprietari del ristorante, difesi dagli Avv.ti Pietro e Antonio Quinto, ha disposto l’immediata rimozione dei sigilli dalla struttura che appena una settimana fa era stata sottoposta a sequestro da parte degli ufficiali di polizia giudiziaria.
Il ristorante, che da oltre trent’anni è uno dei luoghi simbolo della marina di Nardò, può, quindi, riprendere la propria attività.
Questi i fatti. Il 16 luglio scorso la struttura era stata sottoposta ad un primo sequestro probatorio. Nella circostanza gli ufficiali della Capitaneria di Porto di Gallipoli e della Polizia Municipale di Nardò avevano contestato l’avvenuta modifica dell’intera area in concessione senza le prescritte autorizzazioni: in particolare, l’intera struttura metallica di 150 mq coperta da canne e pannelli in corrispondenza della rotonda che si affaccia sul mare dove peraltro avviene l’attività di somministrazione durante la stagione estiva, un serbatoio interrato di GPL e una piccola struttura ombreggiante di 12 mq in una zona a margine dell’area demaniale. Tuttavia, il sequestro non era stato convalidato nei termini e quindi l’attività si era svolta regolarmente durante l’intera stagione.
Il 23 settembre, però, il sequestro è stato imposto nuovamente sulla scorta delle medesime contestazioni, questa volta per ordine della Procura di Lecce, con conseguente chiusura dell’esercizio.
I proprietari, attraverso gli Avv.ti Quinto, hanno presentato richiesta di dissequestro corredata dai progetti e dai titoli concessori che sono stati rilasciati nel tempo, documentando analiticamente come gli interventi contestati, ad eccezione della struttura ombreggiante di 12 mq suscettibile di immediato smontaggio, sebbene non riportati in dettaglio nell’ultima concessione demaniale, siano stati in realtà regolarmente assentiti dall’Autorità demaniale, risultando quindi del tutto regolamentari.
Il Sostituto Procuratore ha preso atto della documentazione e ha disposto l’immediato dissequestro e la restituzione ai proprietari, prescrivendo lo smontaggio della sola struttura di 12 mq non assistita da titolo, così consentendo l’immediata ripresa dell’attività.
















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