PDM - La sconfitta in un rapporto non è nell'attimo in cui i due si lasciano, ma nel sopraggiungere della dimenticanza, lo sapevo bene, soprattutto lo sapevo perché vivevo l’assenza, la sua assenza gentile e quelle sue manie di donna. La mia donna.
E’ mattino, è ora di svegliarsi, di affrontare l’ennesima giornata vuota, le mie buie malinconie.
Queste lenzuola non mi riscaldano più come dovrebbero, dovrei cambiarle, forse.
Con la mano sinistra -quella del diavolo- le scosto come fosse uno sforzo immane, mentre con la destra afferro gli occhiali e mi preparo a sorridere alla vita. La temperatura si è abbassata, da quando non c’è lei e i miei battiti si sono moltiplicati, i miei tempi di risposta hanno subito un allungo disastroso. Ho smesso di lavorare proprio perché ormai sono incompatibile con il mio lavoro, il mio lavoro è la scrittura ed è sognare ad occhi aperti. Vivere. Si, il mio lavoro è vivere di assenze.
Oggi è giorno ancora, cercherò di ricordarmene mentre scenderò le scale per avviarmi al solito bar dove prenderò il caffè e il profumo di quelle brioches calde, quel profumo sottile di margarina, mi annullerà anche solo per un attimo la tristezza.
Io devo essere mio, perché lei non c’è più.
Buongiorno signora –e la donna panciuta mi sorride-
Buongiorno avvocato –mi risponde e mi sorride ancora-
Il solito caffè lungo e la brioches?
Ormai mi conosce da anni, fin da ragazzetto, e io me la ricordo con le poppe felliniane, un po’ un mito per noi quindicenni. Chissà se lo capiva.
Oggi la guardo e la accosto a mia madre. Mia madre che veniva a svegliarmi poco prima di andare a scuola. Chissà che fine hanno fatto i miei compagni, gli amici di un tempo, le marachelle andate, i giochi in spiaggia, le prime avances, le prime delusioni, i primi baci.
Una briciola sul mio giubbino nero. La spazzolo via.
Ci sono affezionato a questo angolo di cielo, nessuno me lo può portare via, nessuno potrà allontanarmi da queste viuzze, da questo declivio che mi conduce al mare, fra l’onda e la schiuma quando si frange.
Fra le tue braccia ero un’altra persona, fra le tue braccia vedevo il mondo a colori, fra le tue braccia, amore, ero invincibile. Poi andasti via e io, che non riuscì ad adusarmi in questo nuovo contesto, preferii rimanere solo.
Ho lasciato il lavoro, giurisprudenza non fa per me, giurisprudenza ti porta a scegliere fra l’essere saggio e l’essere umano, con i suoi vizi, tutti.
Da quel giorno, ho deciso cosa fare nella mia vita: scrivere. Sarò pure il parvenu degli scrittori, ma ci metto cuore mentre le parole mi danzano nella testa.
Torno a casa, terzo piano. Oggi -anche oggi-, scriverò di te, fra le infinite digressioni. Aspettami, ti prego.
















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