NARDO' - Uno scritto di Raffaele Onorato.
Leggendo l’ennesimo appello di Mino Natalizio, che, giustamente, solleva il gravissimo, inaccettabile, problema dell’inquinamento della Voragine del Parlatano e, di conseguenza, della falda idrica e delle risorgive lungo la costa (… costa neritina, chiaramente) mi è tornato in mente un articolo del Direttore di un giornale online di Nardò, che stimo molto, in cui scriveva che dal motto cittadino andrebbero tolte le prime due parole e lasciata solo la scritta “Bovi”! Non ricordo qual era l’occasione … Forse la chiusura dell’ospedale o la ventilata riapertura di quell’autentica iattura che è stata la discarica di Castellino (i cui effetti malefici, voglia Iddio che mi sbagli, sono ben lungi dall’essere scongiurati)… O forse era un articolo sulle centinaia di ettari di pannelli fotovoltaici che stanno snaturando le nostre campagne, o sulla fogna di Porto Cesareo, che la Regione vuole irrazionalmente portare fino a Torre Inserraglio, sventrando anche la Palude del Capitano (due siti S.I.C. in un colpo solo! Eccezionale!) … O forse si parlava di uno dei tanti Uffici Pubblici (Ufficio del Registro, Sobarit, Ufficio IVA, Guardia di Finanza, Tribunale …) che hanno preso il volo verso ben più protetti (politicamente, intendo) comuni limitrofi?
Non ricordo più qual era l’occasione, ma non ha molta importanza. Scegliete voi, in questo firmamento che illumina la storia contemporanea della nostra città.
Manca solo che ci portino via anche la Caserma dei Carabinieri e il Commissariato di Polizia … Neanche una squadra di calcio abbiamo più!
Un uomo della mia età non può non ricordare i tempi in cui Nardò giocava in serie C, i tremendi derby contro il Taranto! Nardò contro Taranto! Una piccola città contro un gigante dell’economia nazionale! Non posso non ricordare il timore che provavo ogni sera nell’attraversare, bambino di scuola elementare, una piazza Salandra gremita di uomini che discutevano animatamente, non solo di calcio, ma anche di politica, di agricoltura, di economia … E il Toro, dall’alto della sua postazione, guardava con fierezza il fermento della sua Nardò!
Provate a passare ora da piazza Salandra dopo le sette di sera …
Dove è finito tutto quel fermento, tutto quell’orgoglio di essere Neritini? E’ mai possibile che nelle menti dei Signori Politici che governano la Puglia, Nardò venga considerata solo come recapito finale di fogne e rifiuti di ogni genere o suolo sul quale perpetrare ogni vergognosa speculazione? Ed è mai possibile che i Neritini abbiano accettato e continuino ad accettare tutto questo con la passività di un bue al macello?
Perché ti sei arresa, Nardò mia, perché? Ed a chi?
E se togliamo al Toro i suoi attributi, cosa resterà al simbolo della nostra Città?
















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