MESSAGGIO PER IL NATALE 2013
di S.E.R. Mons. Fernando Filograna
Vescovo di Nardò-Gallipoli
“Dio sulla terra, Dio in mezzo agli uomini: non un Dio che consegna la legge
tra bagliori di fuoco e suoni di tromba su un monte fumante, o in densa nube fra lampi e
tuoni, seminando il terrore tra coloro che lo ascoltano; ma un Dio incarnato, che con
soavità e dolcezza parla a creature che hanno la sua stessa natura.”
Dalle Omelie di san Basilio Magno, Vescovo
Carissimi, sorelle e fratelli,
anche quest'anno la Chiesa ci invita a contemplare il mistero del Natale. Anche quest'anno siamo invitati a volgere lo sguardo, con devozione e stupore, ad un Bambino che nasce. Si rinnova il paradosso che ha fatto da spartiacque tra il prima ed il dopo della storia degli uomini: noi in quel Bambino contempliamo Dio che si fa carne, che sceglie di farsi persona; Egli non attende, distante di essere raggiunto dall'uomo, ma si mostra a noi e come noi, piccolo e umile. Il Bambino che noi contempliamo senza stancarci è Dio, che contraddice ogni logica mondana e opinione comune e si offre come incarnazione dell'Amore.
Da qui, carissimi, l'invito e l’augurio per la nostra Chiesa diocesana: liberiamo la meraviglia che quel Bambino suscita da ogni vana suggestione d'atmosfera natalizia e trasformiamola, invece, in contemplazione limpida e attiva dell'umanità tutta, nella sua bellezza e nella sua miseria; accogliamo nel nostro quotidiano orizzonte ogni persona che è Dio che ci viene incontro e che spesso ci chiede di condividere la sua condizione; assumiamo l'umiltà come atteggiamento di vita capace di salvezza. Egli, il Santo, è venuto in mezzo a noi per renderci santi come Lui: siamo chiamati alla santità; ad accogliere il Signore che viene con fede e devozione. Egli viene ancora oggi tra noi attraverso l’Eucarestia e il Sacramento della Riconciliazione: prepariamo certo le nostre case per il Natale ma, prima e soprattutto, prepariamo il nostro cuore; allontaniamo da noi il peccato che ci rende tristi ed opachi e lasciamo che la luce di Dio entri nella nostra esistenza.
Un pensiero tutto particolare lo rivolgo a quanti, uomini e donne, ho conosciuto e sto conoscendo in questi primi mesi tra di voi. Siete persone straordinarie nel sacrificio di una vita quotidiana troppo spesso complessa e complicata. Anche a voi, figlie e figli carissimi, viene rivolto l’appello dell’Angelo alla Vergine e al suo sposo Giuseppe “Non temere” (Lc 1,30).
A chi soffre, nel corpo o nello spirito, a chi vive nell’afflizione e nella preoccupazione per ciò che questo tempo ci riserva, a chi fa i conti con la precarietà in tutte le sue forme, con la mancanza di lavoro, a chi si sente solo, smarrito, disorientato, agli anziani e ai malati rivolgo con il cuore un incoraggiamento forte, permeato dell’Amore che solo da Dio viene: affermiamo, col profeta Isaia: “Un bambino è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace, per dare incremento all'impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno, per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia, da ora e per sempre: questo farà lo zelo di Jahvé degli eserciti”. (Isaia 9,5-6)
Auguri di cuore! Dio vi benedica!
Fernando Filograna
Vescovo
















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