NARDO' - Su un noto quotidiano locale faceva bella mostra di sè, nella giornata di lunedì, un articolo sulla pagina di Casarano. Tema? Trovato l'accordo tra sette Comuni per tenere in vita gli Uffici del Giudice di Pace.
In buona sostanza il sindaco di Casarano, il dott. Gianni Stefano, insieme ai suoi colleghi dei Comuni di Taviano, Matino, Racale, Supersano, Ruffano e Melissano hanno deciso di spartirsi le spese per il mantenimento degli Uffici del Giudice di Pace in base al numero di abitanti. Un Ufficio, questo, che è a servizio di 80.000 abitanti e dove Casarano, Comune capofila, contribuirà al 26,6% delle spese (su un totale di 143.000 euro di spese preventivate) avendo, appunto, il 26,6% della popolazione complessiva.
Ebbene quanto detto è l'esatto contrario di quanto successo per il Giudice di Pace di Nardò dove il Consiglio comunale, non senza polemiche, ha deliberato il 12 maggio scorso per il mantenimento dell'Ufficio "con l'auspicio che anche gli altri Comuni contribuiscano al sacrificio economico e di personale". Un auspicio generico rimasto finora lettera morta. Una delibera adottata, tanto per cambiare, all'ultimo momento utile con la tecnica del "prendere o lasciare". Il Decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 14 aprile, entrato in vigore il 29 aprile, imponeva ai Comuni interessati al mantenimento di darne comunicazione al Ministero, infatti, entro e non oltre 15 giorni dall'entrata in vigore, e cioè entro il 14 maggio. Stando così le cose, in buona sostanza, il Comune di Nardò si accollerebbe il 100% delle spese (di cui non si ha finora nemmeno una stima ma che dovrebbero comunque aggirarsi intorno ai 300.000 euro annui) oltre che il carico dei 4 dipendenti da trasferire lì in mobilità volontaria.
Alla luce di tutto ciò abbiamo contattato alcuni amici amministratori di Comuni come quello di Galatone e Copertino, concordando con gli stessi la presentazione nelle loro assise Consiliari di una mozione comune che impegni gli enti a partecipare alle spese in proporzione al numero di abitanti. Facendo ciò che il nostro primo cittadino non è stato in grado di fare. Un servizio di questa importanza, a servizio di oltre 90.000 abitanti, non può gravare su un solo Comune. Se così fosse avrebbe, infatti, vita brevissima stante la difficile situazione dei nostri conti e le difficoltà crescenti delle Amministrazioni locali.
Alla luce di queste considerazioni di comune accordo con Vincenzo De Giorgi, consigliere comunale di Copertino, e Roberto Bove, consigliere comunale a Galatone, nelle prossime ore presenteremo un ordine del giorno, ognuno presso le rispettive segreterie, dando stabilità e certezze agli operatori del diritto e ai nostri concittadini e garantendo un servizio nel rispetto dei criteri di giustizia ed equità.
Pippi Mellone
Consigliere comunale
Comunità Militante
Andare Oltre
Antonella Bruno
Consigliere comunale
Indioendente
Paolo Maccagnano
Consigliere comunale
Noi X Nardò
Oronzo Capoti
Consigliere comunale
Nuovocorso per Nardò
















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