
Dichiarazione del sindaco Marcello Risi sulla nomina in giunta di Mino Natalizio:
"Conosco Mino Natalizio, oggi dirigente provinciale del partito democratico, dal 1998. Insieme, debuttammo in consiglio comunale fra i banchi della sinistra. A sinistra abbiamo sempre militato. A sinistra abbiamo sempre votato. Abbiamo entrambi aderito al Pd fin dalla fondazione. Abbiamo lavorato insieme nell'amministrazione comunale 2002-2007 (Era sindaco il dott. Antonio Vaglio, molto bravo a guidare e a far crescere in quei cinque anni, una squadra assai motivata).
Lavorammo insieme e, ritengo, con successo, su progetti importanti per la Città. Potevamo contare, oltreché sul sindaco, anche sulle qualità di ottimi assessori accanto a noi (Lillino Papadia, per me indimenticabile maestro, Piero Caprio, Mimimo Caputo, Lucio Tarricone, il Prof. Benedetto Vetere, Carlo Falangone, attuale vicesindaco, Sergio Orlando, Fernando Bianco, il generoso Carlo Marcuccio, l'infaticabile Giuseppe Romeo, altri amministratori).
Alle elezioni comunali del 2011 le bizzarre scelte del partito democratico leccese, allora completamente in preda alle convulsioni, ci fecero trovare separati.
Era una separazione contronatura, sofferta, senza senso. Difficile da spiegare a chiunque, dentro e fuori Nardò.
Una separazione che non mi ha mai fatto cambiare parere su Mino: è capace, è motivato, sa lavorare per la Città e lo ha ampiamente dimostrato in oltre quindici anni di impegno politico e civile.
Giovedì sera, era quasi notte, gli ho detto quello che molti volevano che gli dicessi: "E' il momento di lavorare ventre a terra per costruire. I posizionamenti delle logiche di potere mandiamoli a quel paese! Mettiamoci tutti a disposizione della Città. I cittadini ci saranno grati se sapremo realizzare cose buone. I cittadini se ne infischiano del chiacchiericcio dei teatrini della politica".
So, e comprendo, che sia stato molto dibattuto. Ma ha scelto di guardare avanti, anziché restare incollato ad una campagna elettorale che è preistoria.
Lo ringrazio di cuore. E sono molto contento, anche sul piano personale, di questa sua scelta.
Non ho chiamato in giunta Natalizio per acquistare il voto di un consigliere. Un sindaco che deve nominare sette assessori ha una infinità di opzioni se gli serve un voto in consiglio.
L'ho fatto perché era la scelta giusta per la Città e per il centrosinistra.
Doppiamente giusta perché ci consente anche di poter contare a pieno titolo sull'apporto del consigliere Paolo Maccagnano. Posso confessarlo a crisi risolta: in questi anni l'ho invidiato alla minoranza. E' capace, umile, leale. Ha grande senso del gioco di squadra. Impara in fretta. Ha fatto la gavetta. Scoprirete quanto sarà utile Paolo!"
















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