NARDO' - Il sei novembre aprono le sale operatorie nell'ospedale di Nardò. Il sindaco lo annuncia ad alcuni suoi amici ma la questione dà il "La" per una serie di valutazioni sulla sua maggioranza. Tanto che Giovanni Siciliano sente l'irrefrenabile necessità di intervenire.
E' questa la prima risposta che i vertici della sanità pugliese sono stati in grado di dare al sindaco Marcello Risi dopo la chiusura di tutti i reparti del glorioso “San Giuseppe – Sambiasi”, una vicenda che sta costando molto cara alla maggioranza di governo perché la presa di posizione del consigliere Rocco Luci e le amarezze del gruppo di Costruire, Insieme a cui Luci fa riferimento sono sicuramente riconducibili a come è stata gestita l'intera questione.
La notizia dell'apertura delle sale operatorie, dove verranno effettuati piccoli interventi di chirurgia in day hospital ma “in esclusiva” per una larga porzione di territorio salentino, è stata data dallo stesso sindaco ad una sparuta rappresentanza di cittadini che danno vita al gruppo politico-culturale di Nardò Liberal, ieri sera in via Duomo.
Un luogo inusuale per un annuncio del genere ma, evidentemente, utile al primo cittadino per serrare le fila dopo alcuni - apparentemente civili, ma invece durissimi – confronti con alcuni esponenti della sua maggioranza che, ancora in queste ore, con una mano chiedono ed ottengono incarichi e visibilità e con l'altra scrivono aspre critiche all'operato della giunta e dello stesso sindaco.
Testualmente Risi, ad alcuni di essi, ha riferito che se il fallimento (presunto) di questa giunta è dovuto a liste e partiti che gli hanno segnalato ed imposto i nomi degli assessori, allo stesso modo egli potrebbe presto decidere di sbagliare, sì, ma con gli assessori che deciderà lui di mettere in una giunta “tecnica”. Allo stesso modo, ironicamente ma non troppo, ha chiesto ai suoi che, se proprio deve “cadere”, che ciò succeda con il voto al Bilancio del prossimo 19, così avrà il tempo tecnico per candidarsi alla Camera.
NOTA DI SICILIANO
Oggi è riportata la notizia che riguarda la riapertura di alcune sale operatorie dell'ospedale neretino prevedibilmente per il sei novembre.
Se questa è la "caramella" che dovrebbe addolcire la bocca dei neretini dopo la chiusura di tutti i reparti del vecchio "San Giuseppe Sambiasi", più che di caramella credo che si tratti di una ulteriore mortificazione per i neritini.
Il sottoscritto è tra coloro che non credono neanche a questa eventualità del 6 novembre, e ritengono che sia un'ennesima presa in giro, forse in un momento pre elettorale. Ciò che penso sul comportamento della Regione Puglia in merito al riordino ospedaliero che ha portato alla chiusura del nostro nosocomio, ho avuto modo di dirlo tempo addietro con un pubblico manifesto.
Il mio ruolo politico, purtroppo, non mi ha mai consentito di avere potere decisionale in merito all'argomento, nonostante a vari politici regionali, più volte abbia sollecitato di spendersi a difesa del nostro ospedale.
Sono convinto che il consigliere Rocco Luci e gli amici di "Costruire Insieme", a qualcuno dei quali debbo, in parte, la mia elezione a Consigliere Provinciale, tra i vari motivi di rammarico sicuramente avranno annoverato anche le modalità con le quali è stata gestita l'intera questione riguardante il nostro ospedale.
In merito alle modalità, attraverso le quali è stata diffusa la notizia, condivido che sia stato scelto un luogo inusuale per un annuncio simile. E' grave l'affermazione che ci mette a conoscenza delle amarezze del Sindaco nei confronti di alcuni componenti della sua maggioranza che con una mano chiedono ed ottengono incarichi e visibilità e con l'altra criticano aspramente l'operato dell'Amministrazione.
Ciò che penso sull'operato di questa Amministrazione ho avuto modo di dirlo tempo fa. Così come sembrerebbe che lo stesso Sindaco voglia fare, Giunta tecnica sia, ma subito, in maniera tale da non instaurare alcuun tipo di alibi derivante da affermazioni ironiche ma non troppo, a giustificazione di una candidatura alla Camera dei Deputati.
Giovanni Siciliano - Consigliere Provinciale
















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