NARDO' - Caro Direttore, ho letto l'articolo dal titolo "Mi associo alle botte date dai centristi a Sel. Il consigliere provinciale si aggrega al branco".
Al di là della solidarietà all'amico Renna, noto che, ancora una volta, il peccato originale su cui si fonda la giunta Risi viene prepotentemente a galla: una coalizione della serie "tutti dentro" che più che per le proprie proposte "per", si è da subito distinta per essere "contro", contro il PD e molti suoi dirigenti e contro Depascalis.
Mi sembra che le continue turbolenze cui è soggetta la giunta rappresentino una sorta di (continua) espiazione del peccato di cui sopra.
Non so quanti abbiamo creduto che una coalizione che, un tempo si sarebbe detto, coprire tutto l'arco costituzionale, nata da un misto di ambizioni ed interessi personali e da volontà di ottenere sterili e localistiche vendette, potesse davvero funzionare. Quando si mette insieme tutto ed il contrario di tutto senza nessun progetto comune o, in subordine, senza un leader in grado di cementare la coalizione, non c'è da meravigliarsi se non si riesca poi a reggere alla prova della coerenza e della normale amministrazione.
Ribadisco di essere fiero di aver sostenuto l'unico progetto davvero politico messo in campo durante l'ultima tornata elettorale (al netto delle follie pre ballottaggio ovviamente).
Infine, sommessamente, faccio notare che se il lavoro che il consigliere Siciliano, insieme ad altri suoi colleghi sta svolgendo per sostenere, cito "una coalizione ed un candidato alla Presidenza della Regione che dia soddisfazione ai cittadini di Nardò, vista la situazione in cui la stessa riversa", riguarda la figura di Michele Emiliano, si tratta di un lavoro per così dire, purtroppo tardivo. Molti ricorderanno, infatti, l'impegno personale del sindaco di Bari a favore del candidato De Pascalis e della coalizione che lo sosteneva.
Allora questo impegno fu giudicato una insopportabile ed offensiva ingerenza esterna nelle cose di Nardò.
Chi sa che, qualora il sindaco di Bari dovesse decidere di partecipare alle elezioni per diventare presidente della Regione e, per sorte dovesse, poi, anche vincerle, non si verifichi uno di quegli eventi, tanto comuni in politica, che è caratterizzata da percorsi personali e collettivi che si allontano per poi incrociarsi, spesso alla faccia della coerenza, nel tempo.
Con i migliori saluti.
Claudio Stefanazzi
ECCO CHE COSA SUCCESSE, A "CAUSA" DI NARDO', A STEFANAZZI...
Lettera di dimissioni dalla Segreteria provinciale di Claudio Stefanazzi.
Caro segretario,
l'epilogo della vicenda elettorale neretina con la scelta di Giancarlo De Pascalis di sostenere al ballottaggio la candidata Bruno impone una profonda riflessione, prima di tutto in me, nella duplice veste di responsabile degli enti locali del partito provinciale e, come noto, di convinto sostenitore della candidatura De Pascalis.
Rivendico pienamente le motivazioni che hanno convinto me ed il partito a sposare l'idea di citta' che la coalizione di De Pascalis ha, sino a poche ore fa, portato avanti. Tuttavia, la scelta finale, ed il relativo suicidio politico compiuti dalla coalizione che faceva capo a De Pascalis, o almeno da parte della stessa, non possono lasciarmi indifferente.
Sono fortemente convinto del principio secondo il quale chi si assume una responsabilità di
qualunque natura, debba poi agire coerentemente qualora le scelte che compie, o che contribuisce a compiere, non realizzino appieno gli obiettivi del gruppo cui appartiene. Questo ha ancora più senso nell'ambito politico dove l'assunzione di responsabilità e' esclusivamente frutto di libere scelte.
La mia storia personale e l'appartenenza al gruppo Emiliano mi impedisce di fare finta di niente e tirare avanti legato alla poltrona, in attesa degli eventi.
Ci sarà' tempo, auspicabilmente all'interno della direzione provinciale, di analizzare i tanti perché di un partito ridotto ad una infinita serie di fazioni perennemente in lotta fra loro, che va sempre di più caratterizzandosi come una sorta di autobus su cui salire e da cui scendere liberamente, incapace di lasciarsi davvero alle spalle le divisioni che lo attanagliano e lo condizionano, dal dopo elezioni regionali. Ci sarà tempo per capire quanto questo stato di cose abbia influito sull'anomala vicenda neretina.
Per ora io mi assumo le mie di responsabilità e, ribadendo tutta la stima e l'affetto personale nei tuoi confronti, rassegno le mie irrevocabili dimissioni dalla segreteria provinciale.
Continuerò, nella mia veste di componente della direzione e della segreteria regionale del partito, a lavorare, come e più di prima, nell'interesse di tutti.
Claudio Stefanazzi
Lecce, 22 maggio 2011
















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