GALATONE - Imperversa il degrado nella sede storica del Partito Democratico di Galatone: alcuni giovani comunisti non ci stanno e hanno deciso di occupare la sezione. La protesta va avanti da circa un mese, e si è attivata anche una raccolta firme, che fino ad ora, ha già più di duecento firme.
«Come mai non viene più utilizzata questa sede in via San Sebastiano, tra l’altro quella ufficiale, – si domanda il portavoce, Fabrizio Martinicca – e le attività si svolgono in via XXIV maggio?». Secondo alcuni «rumors» locali, non si escluderebbe che la volontà attuale della segreteria del PD sia orientata a vendere l’immobile. «Tutto ciò sarebbe contrario ad ogni principio di democrazia e di rispetto del movimento operaio e contadino –aggiunge – questa sezione prima era del Partito Comunista. In queste stanze sono passati migliaia e migliaia di compagni che hanno scritto una buona parte della storia della nostra Città». E riguardo allo «stato di abbandono» che, vige ormai da quasi due anni, i comunisti ricordano che la sezione rappresenta il «sacrificio di molti onesti compagni che hanno sudato per regalarsi un posto tutto loro». Nell’indignazione poi, non esitano a fare una riflessione che va al di là del locale: «Non è giusto che se a livello nazionale si fondono i due partiti eredi di Partito Comunista e Democrazia Cristiana, tutte le sezioni, anche quelle periferiche, debbano indiscriminatamente cambiare “padrone”. E oltre a ciò, che questi nuovi padroni (magari storici nemici del Pci) possano decidere di condannarla nell’incuria, che poi diventa l’anticamera della sua totale chiusura e quindi vendita , come sta avvenendo a Galatone».
A questo punto, continua ad oltranza l’occupazione di questi «eredi politici», ovvero figli e nipoti di quei militanti che hanno lottato per avere la sezione. E ora, i giovani occupanti hanno intenzione di ristrutturare la sezione per farla rivivere, come «centro di servizio e di incontro della gente a disposizione di tutti i movimenti della sinistra galatonese». «Porteremo a conoscenza del PD nazionale - conclude – la situazione della sede, trasformata in una specie di deposito da parte di qualche furbetto del Pd locale».


















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