NARDO' - Si tratta di un’epigrafe ancora inedita, riportata alla luce in occasione dei lavori di ristrutturazione e di adeguamento dell’ex carcere giudiziario.
Giunge al quarto appuntamento la rassegna “Satura lanx: miscellanea di cultura dall'antichità a oggi” organizzata dalla delegazione di Nardò dell'Associazione Italiana di Cultura Classica, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università del Salento.
L’incontro trae spunto dal ritrovamento di un’epigrafe ancora inedita, riportata alla luce in occasione dei lavori di ristrutturazione e di adeguamento dell’ex carcere giudiziario (in cui fu rinchiuso, tra gli altri, il duca Sigismondo Castromediano), da destinare a caserma per la guardia di finanza. Prima di tale destinazione l’edificio era stato la sede del convento dei Minimi dedicato a Santa Maria degli Angeli. Da ciò prende il via un’appassionante indagine su eventi storici che coinvolgono il luogo e gli uomini che lo hanno abitato.

Ne discutono il 24 marzo a Nardò, a partire dalle ore 18, presso il Chiostro dei Carmelitani, l’ingegnere Vincenzo Nuzzo, Responsabile unico dell’intervento di restauro per il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche di Puglia e Basilicata, che ha riportato alla luce il prezioso ritrovamento, Alessandra Manieri, docente dell’Università del Salento, che ha per prima visionato e decifrato l’iscrizione, Genoveffa Giuri, professoressa di storia e filosofia nei licei, che ricostruirà il quadro storico e documentario.
I relatori, percorrendo a ritroso le tracce del passato e intrecciando i dati architettonici con le testimonianze archivistiche e storico-letterarie, apriranno una finestra su alcuni aspetti della vita dei monaci dell’ordine di San Francesco da Paola in Lecce. Sullo sfondo l’ombra dell’Indice dei libri proibiti, che evoca intriganti atmosfere degne de “Il nome della rosa” di Umberto Eco. Il dibattito consentirà di approfondire interessanti temi di storia locale salentina saldamente intrecciati ad eventi di storia nazionale, come la diffusione e la soppressione degli ordini religiosi, i patrimoni librari dei conventi, la censura del Sant’Uffizio.
Quest’ultima, come è noto, non solo espurgò o mise al bando testi devozionali o teologici, arrivando a mandare al rogo persino la Bibbia in volgare, ma colpì anche testi giuridici, medici, filosofici, scientifici, nonché opere letterarie accusate di anticlericalismo, oscenità o pericolosa contaminazione tra sacro e profano, a partire dal “Decamerone” di Boccaccio, a tutte le opere di Machiavelli, di Rabelais e di Erasmo da Rotterdam sino agli scritti novecenteschi di D’Annunzio e Moravia.
Il comitato scientifico e organizzatore dell’iniziativa è composto dai docenti di Unisalento Saulo delle Donne e Alessandra Manieri, che è anche Presidente dell’AICC di Nardò, e dai membri dell’Associazione neretina Alfredo Sanasi, Alberta Barone, Maria Pia Carlucci e Rossella Marzano.
















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