NARDO' - La carica positiva di Silvio Orlando alle prese con "Il nipote di Rameau", personaggio negativo protagonista dell'omonimo capolavoro del filosofo francese Denis Diderot.
La breve ed efficace opera satirica mette a confronto l'inflessibile autore, Denis Diderot, con il suo alterego diametralmente opposto. La trama sembra quasi un pretesto per affrontare, in un contesto teatrale, tematiche profonde come la filosofia morale, il bene e il male. Una storia di altri secoli inossidabile come i vizi e le virtù umane.
"Il nipote di Rameau" vedrà la partecipazione di Amerigo Fontani, Maria Laura Rondanini (moglie di Orlando) che saranno accompagnati dal clavicembalista Luca Testa.
Silvio Orlando, un gigante del cinema e del teatro italiano, amatissimo dal pubblico, ha deciso di rispolverare il classico di Diderot, assente dalle scene da oltre vent'anni.
- Il personaggio che porta in scena è negativo, fiero e consapevole della sua inutilità sociale, un servo convinto. Quali sono gli aspetti, i limiti caratteriali che più detesta?
"La positività artistica ha contraddistinto da sempre la mia carriera. E non è stato semplice immedesimarsi in un personaggio del genere. In questo modo, però, mi sono messo alla prova ancora una volta. Credo che l'aspetto più preoccupante e pericoloso del nipote di Rameau sia la sua amoralità".
- Il dialogo filosofico satirico di Denis Diderot è del Settecento. Crede ci siano analogie con l'attualità e quali sono? Quando si diventa "nipoti di Rameau"?
"Il tema è diventato di clamorosa attualità. Al centro ci sono nodi mai sciolti con il vecchio problema: è più facile essere cortigiani oppure evolversi e diventare cittadini? Quest'ultima ipotesi comporta un po' di sacrificio più ma permette di essere davvero liberi a differenza dei cortigiani medievali. Si diventa nipoti di Rameau quando si cede al potere. E una classe dirigente equivoca come quella attuale ha le sue responsabilità".
- Il "nipote di Rameau" quanto è vicino o distante dall'italiano medio di oggi?
"Purtroppo è molto vicino".
- Quanto lavoro per riscrivere e adattare l'opera originale?
"Tanto. Lo spettacolo è il risultato di un grande lavoro fatto insieme a Edoardo Erba. Abbiamo sfoltito e reinventato senza mai tradire l'opera di Diderot. Quello che serviva era dare concretezza scenica e affrontare argomenti importanti. L'inizio è comodo, quasi rassicurante. Poi pian piano cerchiamo di far vibrare le corde degli spettatori".
- Dalla riviera ligure a quella jonica. Ha dei ricordi del Salento che vorrebbe raccontare?
"Un amico su due mi consiglia di trascorrere le vacanze nella penisola salentina. Qualche anno fa abbiamo girato delle scene per il film "I figli di Annibale" con Diego Abatantuono. Ricordo delle località meravigliose sul mare e una battuta memorabile del film: più a Sud di così si nuota".
















Dal 1° giugno al 17 luglio 2026 nel Salento e in tutta la Puglia, gli incendi hanno devastato oltre mille ettari di territorio e la provincia di Lecce con oltre 400 ettari censiti andati in fumo è...
NARDO' - Ci troviamo ancora a metà luglio e siamo dentro alla terza ondata di calore della stagione.
NARDO' - Gli spadisti Arturo e Pietro Rapanà vestono i colori della nazionale e guardano all'Europa. I gemelli, quest'anno tesserati per la Virtus Scherma Salento di Caprarica di Lecce, sono pronti...
BARI – Il palcoscenico era dei più prestigiosi, la concorrenza la più agguerrita d'Italia, ma Vittoria Falangone non ha tremato. Sulla pedana del Palazzetto del CUS Bari, la giovane atleta neretina...
NARDO' - Dramma nelle acque di Porto Selvaggio, dove un turista tedesco di 46 anni è deceduto dopo essere stato colto da un malore mentre faceva il bagno.
NARDO' - Sarà una serata all’insegna del riconoscimento del merito, della cultura e dell’identità cittadina quella in programma domenica 2 agosto, quando il cuore del centro storico di Nardò...