
NARDO'/ROMA - Ogni momento della loro vita recente è stato fermato come il fotogramma di un film. Magari quello preferito dal piccolo Nicolò, “I pirati dei Caraibi”, così che anche questa grave prova della vita potesse sembrare un gioco.
Ma ora la mamma del bambino, ricoverato a Roma e in cura per sconfiggere una brutta malattia, è diventata portavoce del disagio di centinaia di famiglie italiane costrette ad affrontare momenti difficili senza il sostegno reale dello Stato.
Qualche giorno fa la madre del piccolo “Nick Sparrow”, nome simile a quello dell'eroe della saga della Walt Disney impersonato da un caricaturale Johnny Depp, ha parlato durante la trasmissione Rai condotta da Elisa Isoardi e Franco Di Mare, Uno Mattina. E lo ha fatto proseguendo la sua battaglia iniziata nel 2010 quando i medici, visitandolo per le ricorrenti emicranie, diagnosticarono al bambino una forma di leucemia.
Da allora Katia Greco è diventata “la piratessa Katia Swann”, come la figlia del governatore nel film, ed ha affrontato il mare aperto delle incognite sul suo fragile brigantino.
La tappa più impegnativa, ma anche l'approdo al “Capo della Buona Speranza”, è stata sicuramente quella del trapianto di midollo cui mamma e figlio si sono sottoposti al “Bambin Gesù”. Prima di allora non si contano le tempeste che la famiglia ha dovuto fronteggiare.
Ieri l'altro la piratessa Katia ha rimesso la benda sull'occhio e ha graffiato con l'uncino in diretta dalla sede dell'associazione onlus “Peter Pan” di Roma, una casa nata nel 1994 accanto all'ospedale. Prima di allora, i genitori dei piccoli – costretti a ricoveri molto lunghi – dormivano in quattro nell'auto, per stare più caldi, e si lavavano nella fontana del Gianicolo.
“Ci dovrebbero essere tante case come questa in Italia per aiutare le famiglie – dice Katia – ed è molto grave che chi ha un lavoro autonomo lo possa perdere perché deve, necessariamente, stare accanto al proprio figlio durante la malattia”. Sostenendo anche spese notevoli per alloggiare nella Capitale: “è assurdo che uno Stato civile non si accorga delle famiglie lasciate in balìa delle difficoltà, del disagio economico mentre chi governa non rinuncia a nulla, nemmeno ad una piccola parte del proprio, lauto stipendio” conclude la piratessa. Ed è un affondo che colpisce nel segno.















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