NARDO' - Patria di scienziati, marchesi e possibili navigatori.
Nel mentre a Nardò si sviluppa il grande dibattito sulla condotta dei «liquami a mare», mi permetto di dissertare sul sesso degli angeli della schiera degli etimologi.
Il mio intervento è anche a nome dei colleghi che hanno ricercato e ricercano l’origine dei cognomi e delle famiglie di Nardò.
Non so se siamo degni di intrattenerci su quanto riportato QUI da portadiMare, mutuato integralmente da una proposta di un lettore, a sua volta mutuata integralmente da un sito dalla lunga denominazione, ma non possiamo non esprimere il nostro compiacimento per l’interpretazione effettuata su Leonardo da Vinci, che offre a Nardò la grande scoperta di aver dato i natali addirittura a tale personaggio (Leo+di Nardo/Nardò).
Ecco come si nobilita Nardò! Ecco come questa interpretazione taglia la testa al toro… che non sia quello di Nardò! Ecco che nel mondo, leggendosi tale interpretazione, si avrà la giusta misura di Nardò!
Dinanzi alla scoperta testè citata, uno dei colleghi ha esclamato: «È l’uovo di Colombo!».
Sì: è proprio l’uovo di Colombo (peccato che si chiama Colombo e non Colomba… altrimenti questo grande navigatore avrebbe avuto i natali o i discendenti a Nardò, visto che -ci scusino le famiglie Colomba- ci sono tante famiglie Colomba!).
Infatti cosa è servita la ricerca di decine si studiosi? Cosa è servita la nostra ricerca? Come non mai -anche noi della periferia- tutti siamo stati erroneamente e scioccamente concordi nel ritenere che il nome/cognome Leonardo derivi da due termini germanici, come sono sicuro che anche la Redazione di questo sito accetta.
Avendo ormai definito che Leonardo è Leo(ne) di Nardò, si apre, però, una questione: come la mettiamo con quel «da Vinci»?
Noi riteniamo che, tolto, come di solito avviene, il pleonastico «da», «Vinci» possa essere un errore con lo scambio della «e» con la «i», cioè si tratterebbe di «vince»: quindi «Leonardo vince».
Tuttavia tale soluzione apre un’altra: «Leo+ di Nardò+vince»…ma che cosa e con che cosa…con il lotto o a tombola? È sminuire Leonardo.
Riteniamo piuttosto che il «vince» derivi da «vincente», cioè «che vince sempre», cioè, ancora, «il vincente» o «il migliore» in assoluto. E quel «-nte» dove lo portiamo? Ecco spiegato: è un’apocope (non è una parolaccia), che significa «caduta della finale».
Non si può, comunque, non considerare che sia pur caduta la parte iniziale, perché, dopo attenta riflessione. Infatti siamo orientati ad ipotizzare che sia caduto lo «stra» dello «stravince»…non dimentichiamo che stiamo parlando di Leonardo che non solo vince ma stravince in più campi. In base a ciò si è verificato il fenomeno della prostesi…o prostata?... ci viene un dubbio sull’esattezza del termine… Aspettiamo lumi in merito.
Per quanto riguarda il cognome Vaglio, siamo orgogliosi di convenire che risalga al marchesato di Vaglio, divenuta famiglia marchese Vaglio, di cui i maschi, poi, sono stati molto proliferi, seminando di qua e di là, in Italia del Nord e del Sud, all’estero e così via fino a Nardò -ci scusino le famiglie Vaglio- discendenti a iosa. E sono stati benefattori da fondare -novelli Romolo e Remo!- non pochi paesi.
Visto che anche per i nobili, in particolare i nostri marchesi e marchesini, vigeva la legge della natura che non potessero generare figli prima che essi stessi nascessero e avessero età puberale, permane il dubbio da dove siano usciti i tanti Vaglio medievali pugliesi ed oltre: anche per questo attendiamo lumi.
A nome mio, nonché degli amici, mi scuso per esserci introdotti in questa scoperta…volevamo anche noi avere un pizzico di gloria nel completamento della vita del nostro Leonardo non più da Vinci ma da Nardò… e, perché no, assorbire un po’ di sangue blu dai marchesi Vaglio, mentre rimane l’amarezza di non poter succhiare l’uovo di Colombo…noi abbiamo soltanto i Colomba! Ma chissà…
Mario Mennonna















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