NARDO'- Era stato condannato a due mesi e venti giorni di arresto: è successo ad un 28enne neretino G.S., che, ad un controllo di polizia nel 2010, era risultato alla guida in stato di alterazione da stupefacenti.
Aveva avuto la confisca dell’auto che guidava nonché una consistente pena pecuniaria ma se l’è cavata con i lavori di pubblica utilità.
È successo ad un 28enne neretino G.S., che, ad un controllo di polizia, nel 2010, era risultato alla guida in stato di alterazione da stupefacenti. Lui però ha svolto i lavori di pubblica utilità e, rendendo un servizio alla comunità, venerdì, in udienza, davanti al giudice Alcide Maritati, ha visto dichiarata l’estinzione della pena e la revoca del provvedimento di confisca del mezzo. Pagato il suo conto con la giustizia il giovane dunque si ritrova di nuovo in possesso della sua auto e con la fedina penale pulita.
Il ventottenne, nel 2010, a seguito di alcuni controlli di polizia era stato sorpreso alla guida nonostante avesse assunto una quantità di stupefacenti superiore al limite consentito. La legge in questo caso prevede, oltre alla condanna penale anche la confisca dell’autovettura, il ragazzo allora per evitare l’arresto e la perdita del veicolo, di recente acquisto all’epoca dei fatti, aveva deciso, attraverso l’avvocato Ezio Maria Tarantino, di patteggiare la pena chiedendo, nello specifico, la conversione della stessa in lavori di pubblica utilità.
Detto fatto, il giovane ha lavorato per un periodo di tempo corrispondente alla condanna, presso l’associazione di volontariato “Farsi Solidale” che, costituita presso la parrocchia della Cattedrale di Nardò, è presieduta da Don Giuliano Santantonio e opera in stretta sinergia con la Caritas diocesana. Non è la prima volta che l’associazione, convenzionata con il tribunale di Lecce proprio per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità, ospita giovani incappati nelle maglie della giustizia, soprattutto del nuovo e più severo codice della strada e ne coordina le attività.
I ragazzi vengono impiegati in mansioni che variano a seconda delle loro attitudini e che vanno dalla manutenzione, al recupero di immobili, alla guardianeria fino a che, completato il periodo dei lavori, non estinguono la loro pena.















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Gent.mo direttore, le allego un bell'articolo del Corriere della Sera.
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