NARDO' - Sui banchi della minoranza mancano quasi tutti, per cui non c'è sicuramente preoccupazione tra le fila della maggioranza. Ma - tant'è - non saremmo giornalisti se non ci divertissimo ad insinuare (con prove alla mano) che qualche crepa c'è pure nella corazzata risiana.
Il giorno della presentazione alla città delle linee programmatiche da parte del sindaco Marcello Risi - un documento che contiene più di qualche ingenuità - coincide con il primo processo all'Amministrazione comunale.
Ed è la stessa maggioranza a farlo con due significative assenze dall'aula, quelle dei consiglieri dell'Udc, Totuccio Calabrese e Salvatore Antonazzo, che non nascondono così la propria “resistenza” a come il sindaco sta gestendo la questione dei debiti contratti con troppa leggerezza dalla precedente Amministrazione. Il secondo, per la verità, è ampiamente giustificato e la "giustifica" è nelle mani del presidente del Consiglio anche se, negli ultimi giorni, non è stato tenero con il suo partito né l'Udc lo è stato con lui.
Il primo, invece, ribadisce il suo piglio da duro e puro: “Il sindaco – dice Calabrese – non vuole rendersi conto che la gente aspetta le risposte ai quattro milioni di euro che dal 2007 al 2010 sono usciti dalle casse comunali in maniera non ortodossa”.
Calabrese alza il tono quando afferma che il sindaco è praticamente immobilizzato perché fare un “processo” a chi ha prodotto i guasti significherebbe giudicare alcuni dei politici che sono, ora, accanto a lui in giunta. “Se li hai fatti assessori – dice Calabrese scarnificando il concetto e rendendolo, quindi, con estrema chiarezza – ora sono i tuoi uomini di fiducia e non puoi certo metterteli contro”. Resta un dato di fatto che l'Udc, a Nardò, sia ormai un partito “scoppiato” con il gruppo consiliare tagliato in due tronconi e con i due assessori ormai pericolanti e parecchia gente che si guarda in cagnesco.
Così come pericolante è la posizione di Francesca Muci, assessore al marketing che Oronzo Capoti (Nuovocorso) ritiene si debba andare a cercare attraverso la trasmissione “Chi l'ha visto” per la carenza di politiche di promozione territoriale e per l'assenza prolungata della delegata molto impegnata altrove per motivi professionali.
Chiudiamo con una voce critica della maggioranza che potrebbe portare presto ad una verifica dei numeri: ieri la civica Partecipa (assente, giustificata, la consigliera Mariella De Trane) ha fatto ritirare un punto all'ordine del giorno riguardante il pagamento di un pignoramento alla fondazione Ico “Tito Schipa”, ennesimo debito causato da un incarico (oltre 10mila euro per far suonare l'orchestra) dato senza previsione di bilancio. Il consigliere Andrea Frassanito di IoSud, con piglio da giurista, ha spiegato che i pignoramenti vanno pagati e che non esistono vie di mezzo o emendamenti che tengano.
La lista "Partecipa", Antonio Cavallo in particolare, è stata rabbonita e l'argomento è stato ritirato per essere riproposto nel prossimo Consiglio comunale senza emendamenti.
Ma la realtà resta: al di là della forma Partecipa chiedeva l'addebitamento delle responsabilità a qualcuno per l'ennesima spesa fatta senza impegno.
E questa è sostanza, non forma. Anche se a Cavallo è stato spiegato l'inverso.















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Gent.mo direttore, le allego un bell'articolo del Corriere della Sera.
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