NARDO' - Un articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno, a firma di Giovanni Greco, scatena la reazione di Pippi Mellone (Fli). Sotto accusa finiscono le dichiarazioni del vicesindaco di Nardò, Carlo Falangone.
LA GAZZETTA
«Le prestazioni offerte dalla Sanità a Copertino sono tra le più qualificate, soprattutto per l’alta professionalità e l’abnegazione degli operatori».
È quanto ha affermato il direttore generale dell’Asl Lecce, Valdo Mellone, nel corso della seduta consiliare monotematica di giovedì scorso sulle prospettive future alla luce del piano di riordino ospedaliero. Mellone, dopo aver ascoltato i numerosi interventi dei partecipanti dai quali sono emersi interrogativi e criticità, ha fatto sapere che «non ci sono miracoli in quanto il piano di rientro finanziario imposto dalla Regione non ha permesso, finora, di soddisfare le attese di tutti.
Tuttavia», ha sottolineato, «proprio grazie al pieno di rientro è stato possibile superare certe superfetazioni, fino ad ottenere un tesoretto (100 milioni) dal quel piano, parte del quale sarà assegnato alla Asl di Lecce per qualche timida assunzione» .
Poi, ha aggiunto che forse il ciclone dei tagli non è ancora passato. «C’è un margine di imponderabilità», ha aggiunto, «in quanto sono possibili altre sforbiciate che potranno venire dalla conferenza Stato-Regioni e che interesseranno tutta la rete sanitaria nazionale». La seduta è stata aperta dal sindaco Giuseppe Rosafio che ha invocato «un rafforzamento dell’eccel - lenza del presidio ospedaliero Copertino- Nardò».
E’ seguita una raffica di interventi da parte di alcuni consiglieri comunali tra cui Pietro Nestola, Tonio Tondo, Laura Alemanno, Giovanni De Lorenzi, del vice sindaco di Nardò, Carlo Falangone, il quale ha assicurato che la sua città «ha messo da parte ogni campanilismo a favore di un’organizzazione ospedaliera efficiente, efficace e di qualità».
Quindi, sono seguiti l’assessore provinciale Pierluigi Pando e i consiglieri regionali Saverio Congedo e Andrea Caroppo. Più tecnici sono stati gli interventi di alcuni dirigenti di unità operative complesse tra cui quello di Donato De Giorgi (Chirurgia) che ha tratteggiato il volume delle patologie trattate e sollecitato l’attivazione della Terapia intensiva post operatoria. Pietro Caprio (Pediatria) ha insistito sulla necessità che l’ospe - dale Copertino-Nardò, dove si sono registrate il maggior numero di nascite dopo il “Fazzi” di Lecce, sia il quinto punto nascita dell’Asl. Infine il direttore del distretto socio sanitario di Nardò, Umberto Caracciolo, il direttore medico del presidio ospedaliero Luigi Cosentino e quello amministrativo, Gigi Muci.
PIPPI MELLONE
Il "nostro" rappresentante istituzionale, piuttosto che esternare le ragioni per cui il nosocomio di Nardò dovrebbe ritornare ad operare con le specialità mediche e chirurgiche, così come logicità e bisogno di salute dei cittadini vorrebbero, è uscito allo scoperto affermando che: "Nardò ha messo da parte ogni campanilismo a favore di un'organizzazione ospedaliera efficiente, efficace e di qualità".
C'è chi si è detto allibito leggendo le dichiarazioni "virgolettate" del vicesindaco Falangone in occasione del Consiglio Comunale di Copertino sulle prospettive dell'Ospedale S. Giuseppe da Copertino. Noi, invece, non ci siamo meravigliati affatto delle esternazioni del numero due di Risi abituati a sentire, ormai da un anno, tutto ed il contrario di tutto.
Vogliamo ricordare al vicesindaco che le esigenze dei neritini di rivedere il Piano della Salute del 2010 non sono frutto di campanilismo (quindi Nardò non ha messo da parte un bel niente), ma dettate dalla necessità di avere un sistema sanitario utile ai cittadini e non alla politica, e questo non può che passare attraverso la riapertura dell'Ospedale di Nardò.
Le motivazioni sono le stesse che i neritini, gli operatori sanitari, il Vescovo e il Comitato Spes Civium hanno portato all'attenzione dei vertici regionali in occasione della manifestazione "barese" contro il ridimensionamento dell'Ospedale, in cui lo stesso vicesindaco rappresentava il Comune di Nardò. Ma forse lui era presente solo fisicamente…
Quest'ennesima presa di posizione contro il San Giuseppe - Sambiasi da parte dei nostri governanti dovrebbe far capire ai cittadini di Nardò e del comprensorio che questa coalizione intende evidentemente concentrare la propria "attenzione" sulla questione Ospedale solo per quel che concerne il Centro (ambulatoriale) di Procreazione Assistita (il cui responsabile biologo è un autorevole consigliere comunale della maggioranza). Risi ci deve spiegare se finora ha bluffato o si è trattato dell'ennesimo atto di "schizofrenia politica" a cui lui ed i suoi ci hanno abituato in questo primo anno di governo.
Se Falangone, come in occasione del dimensionamento scolastico, ha agito autonomamente è bene che, una volta per tutte, il sindaco gli ritiri le deleghe per evitare di continuare a collezionare figuracce, oppure è bene che lo stesso Falangone esca a smentire quanto riportato tra virgolette dalla Gazzetta del Mezzogiorno, e questo senza rigirare la frittata magari sostenendo di non essere stato compreso.
L’unica cosa certa finora è che l'Ospedale è un malato in agonia, a cui Risi e suoi (Maniglio docet), piuttosto che tentare di dare le giuste medicine, stanno dando l'estrema unzione.
Pippi Mellone















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